Autore Topic: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)  (Letto 9205 volte)

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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #30 il: 17 Novembre 2008, 08:13:39 am »
Casorezzo (MI), 17 Novembre 2008
caro Cantarutti,
 tu scrivi: "37 come gli anni che mancavano ad una vittoria (in serie A) col Torino". Ti sbagli, perché quello era il glorioso Torino, ingloriosamente fallito nel 2005. Questa è un'altra squadra, una di quelle "Lodo Petrucci". almeno questo a noi che ancora siamo memori del 1993 devi concederlo. A presto,
Marco Tullio

...su questo hai perfettamente ragione.Per la serie "figli e figliastri".Che ne diresti anche dei "due anni in uno" (tipo istituto parificato) concessi alla città di Firenze per "meriti sportivi" nella focosa estate del 2003?Non so il tuo livello di inkazzamento, ma se penso a certe cose il sangue mi ribolle....MA GODIAMOCI IL MOMENTO!Abbracci
"più tifi strisciato, più sei un siciliano rinnegato !! fuckinmiju "

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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #31 il: 18 Novembre 2008, 09:09:11 pm »
Varriale altro non è che un elemento di un sistema che, al servizio
delle “lobbies” del calcio, usa l’informazione come "quarto
potere",
come strumento per consolidare le posizioni dei potenti a danno degli
ultimi arrivati.
Noi siciliani, noi catanesi abbiamo ed avremo sempre
(ne sono strasicuro) le risorse mentali e materiali per controbattere
alle assurdità che puntualmente ci scagliano contro per screditarci,
dando a tutti una lezione.
Ma il problema è l’intensità di questi
attacchi: continua e ripetuta nel tempo. Anche se la spuntiamo quasi
sempre e con grande orgoglio quel che resta è tanta, tanta amarezza che
peggiora la qualità del nostro vivere da sportivi (e non solo).
E tutto
questo accadrà sempre, oggi da Varriale, domani da un Collina,
dopodomani da chissà chi, che useranno i media nazionali per creare un
“caso” che plagia volente o nolente l’opinione pubblica contro di noi.
Tutto questo finchè non esisterà un grande network siciliano che
controbatterà secondo per secondo alle eresie dette continuamente sul
nostro conto creando finalmente una dialettica democratica di idee ed
opinioni calcistiche e non.Che adesso sono soltanto monopolizzate dalle
reti filo-nordiche.
Domenica temo che l’arbitro di turno di Samp-
Catania sarà “leggermente” condizionato dall”anatema” vomitato da
Collina nei confonti della squadra etnea. Questa sarà l’ennesima volta
che dovremo fare uno sforzo triplo per ottenere gli stessi risultati
degli altri…..!!!!
LOTTIAMO SEMPRE E NON MOLLIAMO MAI!!!

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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #32 il: 23 Novembre 2008, 09:00:59 pm »
...beh...quanto detto qualche giorno prima si è rivelato ahimè con spietata puntualità...non bisognava essere dei "mavari" per prevederlo. Dopo le sfuriate, o meglio, le farneticazioni di un Collina per quella storia dei pantaloncini, come purtroppo sospettavo, si è creata l'immagine distorta, ingiusta,  di un Catania fatto di furbetti, storia iniziata con Tedesco, presunto attore di sceneggiata napoletana, per finire in Plasmati come aspirante attore di "Full Monthy 2"...ma la natura umana, quella dei maligni, s'intende ha il vizio imperdonabile di interpretare in maniera estensiva un concetto. Che nel caso della nostra squadra ha voluto significare questo: se Tedesco e Plasmati hanno fatto i furbi, qualunque elemento tra gli undici in campo a questo punto può in qualunque momento della partita confezionare il "bidone" per l'arbitro e per la squadra avversaria...E ci hanno creduto talmente tanto a tale teoria che l'arbitro, l'ennesima mediocrità di turno inviataci, non ha pensato di concedere un rigore sacrosanto su un fallo netto subito da Morimoto dopo quel gran tiro di Mascara respinto da Castellazzi.Credo che in questa partita avremmo dovuto perdere un giocatore con qualche frattura al perone per vedere un rigore in nostro favore. Episodi che cambiano il volto di una partita che forse, dopo un pareggio, magari avremmo perso comunque per merito di un Cassano a cui bisogna riconoscere un talento, una facilità nelle conclusioni che non ha nulla da invidiare al superpagato, superpubblicizzato Ibrahimovic.
E' bastata la giornata di grazia di un solo fuoriclasse per metterci al tappeto con un 3-0 a mio avviso esagerato.Nonostante una buona prestazione, forse la migliore delle ultime quattro trasferte, dove si è vista una squadra propositiva, dei ragazzi che ci hanno veramente provato in tutti i modi a infilarla in fondo alla rete doriana.
Ma non sempre capiterà di vedere un Cassano rompere le uova nel paniere...non penso alle prossime trasferte dove di fuoriclasse ne vedremo cinque o sei in un colpo ma alle trasferte di Verona, Bergamo, Lecce,Bologna per fare un esempio dove giocando come abbiamo fatto oggi non possiamo non tornare con almeno un punto in tasca!!!!
Un abbraccio a tutti
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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #33 il: 29 Novembre 2008, 11:19:35 pm »
Il Lecce era chiaramente venuto al Massimino per portare a casa un punto, senza ovviamente disdegnare l'ipotesi di un bottino pieno. E la partita si era avviata proprio come tutti ci aspettavamo: con un Lecce che si difendeva in otto ed un Catania che faticava tanto a trovare dei varchi in fase offensiva.Un Catania comunque generoso che ci provava in tutti i modi a violare la porta avversaria.E fin qui tanto di cappello ai nostri giocatori che sinceramente più di così non potevano fare...in tanti si pensava che il goal potesse arrivare su una palla sporca e così è stato con quell'allungo fortuito trasformatosi in un perfetto assist per Paolucci che, bestemmia a parte, metteva la ciliegina sulla torta ad una prestazione da considerare notevole.In una partita del genere un goal non poteva arrivare in un momento più azzeccato come il 20' del secondo tempo.Sembrava ormai realizzarsi il classico copione del castello difensivo di una modesta squadra che viene a crollare da cui sarebbe dovuto seguire il definitivo affossamento degli avversari.E questo non lo pensavamo in tanti MA LO PENSAVAMO PROPRIO TUTTI. Innumerevoli sono state le partite dove al venir meno dei piani difensivi di una squadra di bassa caratura si è poi assistito al crollo psicologico degli avversari con un risultato che andava poi ad ingrossarsi verso un 2 o 3 a zero.
E francamente la mia, come di tantissimi, era proprio questa la sensazione: che il Catania a questo punto potesse portare a termine senza problemi una vittoria, con un risultato anche più largo, approfittando del positivo momento e dello scoramento degli avversari.Ed approfittando anche delle probabili autostrade che si sarebbero create con l'immediato innesto da parte dei leccesi di un altro attaccante: onesta e scontata mossa di un allenatore che prova l'improbabile carta del pareggio, consapevole del rischio, più possibile, di vedersi infilare altre due volte in rete dai rossazzurri.
E invece cosa succede? Mah, ancora non riesco a capacitarmi...dopo il vantaggio si è assistito ad una sorta di ubriacamento, di intontimento, ma sì, diciamolo pure, di rinkoglionimento di sette undicesimi della squadra: dal centrocampo in giù.Sembrava che giocassero come se stessero mancando venticinque secondi più che minuti alla fine della partita: con la vittoria in tasca...
Fratelli rossazzurri, chi ha avuto modo di leggere i miei post dalla vigilia della prima di campionato sa quanto ottimista, propositivo sono stato nelle mie riflessioni sul Catania.Ma questa volta è la prima (e spero l'ultima) che avrei voglia di dirne quattro ai giocatori.Che probabilmente con spocchia avevano creduto dopo il vantaggio che il Lecce fosse troppo modesto per reagire ad un goal a venticinque minuti dalla fine.No ragazzi, non è così che si costruisce un grande Catania.Essere una grande squadra di serie A è questione di tecnica al 50%.Per il resto conta ciò che ci sta nella testa.E in questo abbiamo fatto con i Leccesi un clamoroso autogoal da autentici fessi. Due fondamentali virtù di una grande squadra sono: COSCIENZA DEI PROPRI MEZZI e RISPETTO DELL'AVVERSARIO.Per la prima e la seconda siamo stati eccezionali sino al 20' del secondo tempo...poi queste virtù sono improvvisamente degenerate in PRESUNZIONE DI SUPERIORITA'...tanto da trasformare un Castillo appena entrato in un eroe salentino di fine novembre 2008: lasciato solo, indisturbato in area a battere un vero e proprio rigore.
RAGAZZI NON SI FA COSì, ASSOLUTAMENTE NO!!!SE NON SI RISPETTA L'AVVERSARIO NON SI VA LONTANO.
Sono tremendamente inkazzato quando si perdono punti preziosi solo per una questione di testa.
A questo punto, in vista di un dicembre che si prospetta sulla carta terrificante, non resta che appellarci a ciò che rende il calcio lo sport più bello del mondo: L'INCERTEZZA DEL RISULTATO.
Un abbraccio a tutti
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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #34 il: 30 Novembre 2008, 01:20:33 pm »
Cantarutti, mi puoi contattare alll'indirizzo che trovi sul mio sito Diario Rossazzurro? Ho alcune cose da chiederti, che non sono  di interesse per il forum.
Ciao.

Offline cantarutti72

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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #35 il: 30 Novembre 2008, 09:02:10 pm »
l'Udinese, squadra sulla carta più quotata della nostra, che perde per la quarta volta consecutiva, per giunta in casa e con l'ultima in classifica, la diretta concorrente (sempre sulla carta) Reggina che ne prende quattro con la Juve, il Napoli che sta facendo acqua da tutti i lati, il Genoa che pareggia la sua prima partita in casa...insomma sono alcuni dei tanti esempi confortanti che aiutano a stemperare un po' la delusione di ieri pomeriggio con la speranza che si possano cominciare a capire due cose basilari:
1) non è scontato vincere in casa con una squadra pari o inferiore e dunque non si deve assolutamente fare affidamento al solo fattore campo (l'anno scorso per questo ci stavamo rimandendo "secchi")
2) la partita col Lecce è la chiara dimostrazione di come il fattore tecnico in molte occasioni non c'entri un c.... ma sia solo una questione di testa.
Ed io mi son fatto qualche calcolo su come sarebbe stata la classifica del Catania se si fossero disputati tutti i 14 incontri con la medesima concentrazione ed applicazione dal primo all'ultimo minuto.
Diciamo che i nostri giocatori hanno sempre fatto benissimo come spirito di gruppo ed abnegazione, ad eccezione, a mio avviso di due incontri: quello con la Reggina e la partita, appunto, di ieri con i salentini.
A Reggio in realtà, il "peccato" era stato commesso da un singolo, errore dettato dal quella sensazione di grandezza che ti dona l'aver segnato un grandissimo goal.Quel fallo inutile di Paolucci ci costò l'inferiorità numerica ed il pareggio, guarda caso, dopo qualche minuto.
E poi il "blackout" mentale di ieri dopo il vantaggio.Insomma QUATTRO PUNTI che abbiamo perso con le nostre mani!!!!Saremmo stati lì a quota 26,lassù al quarto posto solitario, in piena zona champions.Qualcuno vuole obiettare dicendo che dovrei togliere i punti di "culo" conquistati col Siena, col Cagliari in casa e con la Juventus, per un totale di quattro?OK, ma dovremmo aggiungere i punti che avremmo meritato con Inter e Udinese (due o quattro, vedete voi).Insomma saremmo sempre tra 24 e 26 punti.Lì nel firmamento del calcio italiano.E probabilmente nessuno avrebbe additato al Catania delle carenze tecniche.Quelle che si ritengono ora come motivo principale di un Catania che non vuol proprio decollare.Come dicevo in un post di ieri sera il tasso tecnico conta al 50% in serie A. Il resto è solo ciò che hanno i giocatori nella testa.Altrimenti non si spiegherebbero apparenti miracoli sportivi quali il quarto posto del Chievo 2005-2006 ed il settimo dell'Empoli 2006-2007...
Le risorse mentali sono un bene prezioso da coltivare in qualunque ambito, non solo sportivo.Sopperiscono alla grande alle minori risorse finanziarie e tecniche, e questo lo credo con tutte le forze!!!Ma la nostra fortuna è che il Catania finanziariamente non è messo così male, anzi.I tanto desiderati esterni difensivi, sulla base di quanto detto, a gennaio non servirebbero per una salvezza tranquilla ma per vedere il più grande Catania di sempre!!!
SE CI CREDONO E SE CI CREDIAMO POSSIAMO OTTENERLO!!!


P.S.: Bua, devo scrivere nell'indirizzo di posta elettronica o in una delle rubriche del sito?
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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #36 il: 30 Novembre 2008, 11:13:56 pm »

P.S.: Bua, devo scrivere nell'indirizzo di posta elettronica o in una delle rubriche del sito?

All'indirizzo di posta che trovi nelal sezione "contatti" nel sito.
Ciao!

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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #37 il: 06 Dicembre 2008, 10:56:47 pm »
fratelli rossazzurri, che dire dell'incontro di domani in casa del Milan?
La nostra amata squadra ha sinora stentato in termini di risultato e spesso, ahimè, di gioco, nelle partite in trasferta, peraltro anche con squadre alla nostra portata quali Siena e Reggina.Dunque difficoltà in trasferta per definizione (sino a prova contraria, ovviamente) che domani avranno una doppia, anzi una tripla aggravante: il fatto di incontrare una cosiddetta "grande" del campionato italiano, zeppa di campioni (sulla carta almeno) e poi, quello che a me personalmente preoccupa di più, il fatto che il Milan ha una sete di riscatto, una fame di punti, una gran voglia di dare ai propri tifosi e alla rivale Inter una prova di forza.Insomma domani, secondo gli "esperti" saremo la classica vittima sacrificale sull'altare di un tempio calcistico che vuole celebrare il "potere" rossonero, espressione di un forte ed influente gruppo economico a sua volta sostenuto da altrettanti "poteri forti" che non vogliono e non possono permettere che un Milan soccomba per la seconda volta consecutiva, peraltro con una squadra siciliana.Loro probabilmente, in quanto "belli", "bravi" e "forti" si credono la parte sana del mondo calcistico (e non) e dunque una loro vittoria, magari con una partita "perfetta" suona come il "trionfo del bene" contro i brutti anatroccoli etnei che ogni tanto vorrebbero rompere le palle ad un sistema che ha solo interesse a mantenere lo "status quo" ossia il mantenimento delle medesime posizioni e dunque l'ottenimento, tra le solite squadre, della fetta più consistente della torta che ogni anno si spartisce, ossia campionato, partecipazioni a coppe, sponsorizzazioni, convocazioni e quant'altro.
Quanto detto tuttavia è il risultato ed il pronostico dettato dal freddo ed insipido calcolo umano.Ed insipido ed incolore sarà di conseguenza l'esito di una partita che sarà la fedele e cinica espressione del calcolo umano.
Ma un tale esito è solo una possibilità, nient'altro che una possibilità.Nella nostra vita terrena per fortuna non esistono solo le possibilità dettate dal calcolo umano.Altrimenti tutti faremmo quattordici al totocalcio.Altrimenti nessuno proverebbe a cambiare lo stato delle cose se si basasse soltanto sulle probabilità di riuscita.
Domani potrebbe vincere la fredda programmazione manageriale di una società più potente sotto ogni punto di vista. Ma potremmo anche vedere il lato più poetico e passionale dello sport: quello di chi ha fiducia di vincere pur al cospetto di un "mostro" di avversario, di chi si gioca quell'unica carta a disposizione contro le dieci del nemico, di chi crede e continua a credere nei propri mezzi.Domani potrebbe trionfare la volontà, la motivazione, la fede contro la logica del denaro, del potere, della programmazione.Due possibilità, solo due possibilità che fanno parte delle vicende umane.Spetta ora a noi crederci.
In fin dei conti i vari Zambrotta, Pirlo,Kakà, Seedorf,Ronaldinho,Pato sono esseri umani in carne ed ossa, dunque vulnerabili.Che domani potrebbero sembrare in campo Maldera, Battistini, Antonelli, Jordan, Evani, Novellino ossia il Milan peggiore di tutti i tempi, quello del 1981-82 retrocesso sul campo in Serie B.
SE CI CREDIAMO, SE LO VOGLIAMO VERAMENTE CIO' POTRA' ACCADERE!!!!!
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« Risposta #38 il: 07 Dicembre 2008, 10:25:36 pm »
...alla fine ha vinto il copione più scontato, più squallido ed usuale, con delle forti aggravanti che nel mio precedente post non ho menzionato per non dare una tinta troppo patetica o vittimista ai problemi delle squadre che non appartengono all' "èlite " delle "grandi". Aggravanti che ancora, a mente fredda, riflettendo a distanza di quattro ore dal fischio finale, ritengo ci siano in maniera palese e vergognosa.
Proviamo solo ad immaginare le cose a ruoli invertiti....proviamo a pensare se quel tiro intercettato con la mano fosse stato di un nostro giocatore, proviamo anche ad immaginare se il Milan al 90' si fosse trovato ancora in pareggio...quanti minuti di recupero avrebbero concesso? Due, come nel nostro caso?
No, fratelli rossazzurri, sono tremendamente disgustato, amareggiato, ancora in questo momento avrei voglia di non guardare più partite. Perché in Italia esistono certi "signori" che se non riescono a vincere col merito , con la superiorità di mezzi tecnici e finanziari (e ciò basterebbe) cercano di aver la meglio con i sotterfugi e con gli inganni. No, ragazzi, non parlo del puro e semplice gioco del calcio. Parlo dell'Italia, di questa nostra nazione che si rispecchia spesso in questi "capolavori" di equità ed imparzialità che vediamo sul campo.VERGOGNA, VERGOGNA E ANCORA VERGOGNA!!!
I signori rossoneri dovevano "per forza" vincere (santo Dio, che tragedia un eventuale punto in due partite...!!!) e non riuscendo sul campo a prevalere per pararsi il culo si son fatti pilotare il match con un paio di ritocchi da grande artista da parte della terna arbitrale.NON POSSO PENSARE AD ALTRO. Ripeto, a ruoli invertiti le cose sarebbero andate molto diversamente.
Questa partita è paragonabile ad un concorso pubblico dove l'umile candidato partecipa fiducioso della equità e trasparenza della selezione e convinto di poterla spuntare con le proprie forze e con in propri meriti...e invece sin dall'inizio era tutto deciso, con i soliti raccomandati e figli di papà che ottengono il posto di lavoro.
Così è stata la partita di oggi: un risultato già deciso e voluto dall'inizio da parte dei "potenti".
PER ME QUESTA PARTITA E' FINITA 1-1.ONORE AI NOSTRI GIOCATORI CHE HANNO FORSE DISPUTATO IL MIGLIOR INCONTRO ESTERNO DELLA STAGIONE, contro una squadra sulla carta "stellare" ma dimostratasi sul campo (ad eccezione di Kakà) un branco di bidoni.
Francamente verrebbe voglia di abbandonare tutto, perchè si ha la sensazione che niente, proprio niente cambierà nel calcio e nella società in genere.Ma la nostra straordinaria indole, per fortuna, non ci farà mai rassegnare a tale realtà.
Quant'è vero Iddio verrà il giorno in cui saremo noi a dettar legge, e non solo nel calcio e riportare i giusti valori nello sport e nella vita in genere!!!La Sicilia è stata per secoli la culla della civiltà e del pensiero in Italia.Non vedo perchè una rinascita in tal senso non possa un giorno avvenire.Vivere la Serie A per farsi trattare come degli scarafaggi da schiacciare?No grazie.Il Catania e la città di Catania merita molto di più di quanto vediamo!!Possiamo farcela,se ci crediamo, se lo vogliamo!!!!!!!!!!!!!!!!

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« Risposta #39 il: 21 Dicembre 2008, 09:26:21 pm »
che meraviglioso regalo alla Catania sportiva!!! Grazie di cuore ragazzi!!!!
Arriva (perchè prima o poi ce la meritavamo!!!) la tanto desiderata vittoria con una cosiddetta "grande" del campionato, evento che, cosa veramente incredibile, non accadeva dal 3 aprile 1966 giusto da quell'1-0 proprio sui giallorossi capitolini firmato quasi quarantatre anni or sono da Facchin...quello fu l'ultimo successo di richiamo nazionale (quello della serie "clamoroso al Cibali") che chiuse praticamente un ciclo magico, il più bello della storia rossazzurra, durato sei anni nella massima serie.
Che ci crediate o no ma questi favolosi anni '60 se non ce ne siamo ancora accorti sono atterrati nuovamente sul suolo etneo.Io credo fermamente nei cicli storici e questo, se lo vogliamo, se ci crediamo, è un periodo che può riservarci immense soddisfazioni.E non è cosa da poco, in un clima tra i più desolati che in altri ambiti sta vivendo la nostra meravigliosa città.
Quel 3-0 di oggi maturato sino al '74, con un avversario che oggettivamente è stato surclassato sotto ogni aspetto, è la dimostrazione di come la volontà, la fede, la motivazione possano stravolgere in qualunque momento i valori "sulla carta", quelli derivanti da insipidi e cinici calcoli basati sui meri ingaggi e sponsorizzazioni.La vittoria del cuore, la vittoria di una città dalle meravigliose risorse, abituata da sempre a soffrire MA SENZA MAI SOCCOMBERE!!!
L'altro giorno riflettevo a come dieci anni fa, appena dieci, quando navigavamo nelle anonime acque della C2, ci prendevamo in giro l'un l'altro quando si diceva che Catania prima o poi sarebbe tornata in serie A. Chi parlava di un simile obiettivo era preso quasi per scemo, per un irrazionale sognatore. "A unn'ama ghiri" "a vo' cucchiti" erano le solite risposte rivolte a chi riteneva che Catania avesse i mezzi per ritornare nella massima serie...beh adesso, mi sembra di rivivere le stesse situazioni, quando qualcuno parla di un Catania ai primissimi posti del calcio nazionale...stiamo solo vivendo un livello più alto, ma credetemi fratelli rossazzurri, giungere dai dilettanti alla Serie A non è stato un evento meno difficile, meno improbabile di quello che potrebbe essere sognare un GRANDE CATANIA, che passi da squadra-salvezza a squadra Europea.
Il passo a mio parere è ormai breve.Questo forse è il miglior Catania dopo quello del 1960-61.Con un piccolo sforzo in più, mentale, di volontà ed anche economico potremmo vedere il IL PIU' BEL CATANIA DI SEMPRE.
Auguri di buone feste a tutto il popolo rossazzurro chiudendo con una parola di encomio nei confronti di chi ritengo sia quest'anno l'artefice principale di questo meraviglioso Catania: Walter Zenga.E' stato commovente sentire alla domanda rivoltagli dalla giornalista Rai su quale regalo vorrebbe a Natale risponderle "ho visitato l'altro giorno i bambini malati al Policlinico di Catania, vorrei ritornare lì tra qualche giorno e vedere quel reparto vuoto".GRANDE!!!!!!!!!!!!
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« Risposta #40 il: 31 Dicembre 2008, 12:06:34 am »
fratelli rossazzurri, finisce questo 2008, un anno tra i più intensi della nostra storia sportiva, dove abbiamo conosciuto a forti, anzi fortissime tinte qualunque genere di sentimento, di sensazione: dalla illusione (di salvarci tranquillamente vincendo in casa) alla paura (di retrocedere), alla euforia di un pericolo scampato per poi giungere qualche mese dopo all'indescrivibile ebbrezza di un Catania primo in classifica per arrivare infine, al senso di rivalsa, di grande orgoglio di una squadra, una società, un intero popolo rossazzurro che dopo ben quarantadue anni ritorna a battere in campionato un avversario facente parte del lotto delle c.d. "grandi". Sentimenti coincidenti con eventi sportivi che sono stati tuttavia accompagnati dal primo all'ultimo giorno dell'anno da una sensazione di sottofondo, palpabile nei giocatori, nello staff dirigenziale e in noi catanesi, quella di amarezza, rabbia dettata dall' "occhio di riguardo" con cui i vertici federali, i media nazionali e, cosa che mi addolora di più di tutte, la gente comune (da Roma in su) ci hanno costantemente rivolto.
Un atteggiamento inquisitorio iniziato quel 18 maggio 2008 giorno in cui i network nazionali (non sapendo più che pesci prendere, dato l'esemplare comportamento della tifoseria dopo il 2/2/2007) si "accorsero" dopo decenni di calcio visto in TV che all'ultima giornata di campionato attorno al campo si assiepa molta gente in più del solito, in attesa di invadere il campo al fischio finale abbracciando i giocatori e festeggiando il risultato conseguito. Giusto a Catania se ne accorgono...riuscendo nell'intento di far credere a tanta, troppa gente che quell' 1-1 con la Roma era "figlio di un clima da Far West" (come un buontempone - per dirla pulita - di collega romano mi disse qualche giorno dopo...) creatosi attorno alla partita...e non l'esito di un incontro che sarebbe stato tale anche se giocato a porte chiuse, date le evidenti demotivazioni della squadra avversaria e la determinazione nostra dal secondo tempo in poi. L'anno prima, tanto per fare uno degli innumerevoli esempi del caso, la Juventus, ormai matematicamente promossa in A, giusto all'ultima giornata aveva perso in casa per 3-2 con lo Spezia, che in altri momenti avrebbe forse strapazzato per 4 o 5 a zero (minkia come sono mafiosi 'sti spezzini...che paura...!!! ::) ::)).
Credevamo che tutto fosse finito lì in quel caldo pomeriggio primaverile e invece quest'occhio di riguardo, questa benevolenza nei confronti di ciò che è targato CT la ritroviamo puntualmente ad inizio del campionato in corso a seguito del gesto di "efferata violenza" di un dirigente etneo che parla di "bastonate ai denti" nei confronti dell'allenatore dell'Inter, che, povero innocente, povero diseredato pagato dieci milioni di euro annui, non può concedersi la licenza di fare lo spaccone nei confronti di una piccola insignificante realtà calcistica!!! Una dichiarazione, quella di Pietro Lo Monaco, di enorme gravità, tale da scomodare anche il ministro degli interni (scrivo minuscolo non per errore) che parla di deprecabile istigazione alla violenza, quella violenza che giornalmente viene celebrata, certificata e a volte venerata dai media con film di quart'ordine, risse e turpiloqui in TV, troie seminude che devono irrimediabilmente sorbirsi i nostri figli sin dalla più tenera età!!!!  >:( >:(
Vittimismo, qualcuno direbbe....solo che quando la porcheria la commette uno come l'arbitro Farina (in quel di Catania - Inter) la TV nazionale dà ampia possibilità all'accusato di giustificarsi, di replicare, accogliendolo come uno di famiglia presso gli studi della Rai per parlare agli italiani come il Presidente della Repubblica la sera di San Silvestro...invece le "bastonate ai denti" di Lo Monaco (che non sono definibili porcherie ma solo una sanguigna ed ingenua affermazione) sono rimaste lì, "ammanettate" e ricoperte di anatemi da parte dei vertici politici e calcistici, senza che i media dessero il benchè minimo diritto di replica al dirigente rossazzurro...
Ed ecco che arriviamo al match con il Torino una ex grande, ma ancora ben voluta dai vertici del calcio nazionale...finalmente una vittoria senza strascichi polemici, pulita, nitida, una meravigliosa tripletta di Peppe Mascara condita da quella perla di punizione...macchè...non avevamo forse notato tutti che quel gran goal era "gravemente macchiato" da uno spogliarello con tanto di calzoncini abbassati da parte di Plasmati???Che vergogna, Plasmati ad ingannare il portiere con un tale gesto di furbizia e di scostumatezza!!!! Peccato che proprio nessuno dei giocatori del Torino, portiere incluso,  se ne fosse accorto ma solo uno sfaccendato "masturbatore" della moviola di Mediaset che in tarda serata aveva trovato un altro "scoop" per screditare quanto di buono si fa qui a Catania...e diventa un caso nazionale che riceve ancora una volta la "benedizione" di un "alto prelato", questa volta nella persona di Pierluigi Collina che ammonisce severamente lo scaltro operato dei giocatori nostrani, col risultato di aggiungere un'altra meravigliosa perla alla reputazione costruita artificiosamente sul Catania e sui catanesi: gente furba e scorretta nei comportamenti.
Tanto son tuonate forti le parole del "tignusu" viareggino che la successiva domenica, guarda caso, contro i doriani, l'arbitro ci negò un rigore netto (su atterramento di Morimoto) che poteva valere il pareggio (momentaneo?  8|)...strascico continuato sino all'incontro in casa dei milanisti, con il capolavoro del vistoso fallo di mano in area rossonera non fischiato e dei soli due minuti di recupero a fine partita...
E poi l’apoteosi finale di questo delirio federal – mediatico giunto al suo più sconvolgente orgasmo nell’incontro casalingo con la Roma, una squadra venuta presuntuosamente a Catania convinta “de fà na passeggiata de’ salute” e che invece ha visto uno straripante Catania che “rischiava” ad un certo punto della partita di infliggere una tremenda disfatta, stile 7-0 (ma questa volta in parità numerica!!!!!!!!!) ai giallorossi capitolini.
Vittoria netta, limpida, indiscutibile, pensavamo tutti, pronti a goderci le belle parole nei nostri confronti da parte della RAI per una bella impresa compiuta, rievocante i fasti degli anni sessanta, del “clamoroso al cibali” e invece…la “signora” Francesca Sanipoli  confeziona un servizio alla domenica sportiva prima e a sport sera il lunedì dopo che induce allo spettatore neutrale, che non conosce Catania ed il calcio, a credere che la Roma abbia perso contro il Catania esclusivamente per le minacce (presunte) subite dai giallorossi ancora una volta attorniati da troppa gente a bordo campo  8| 8| Un servizio encomiabile, degno del più prestigioso premio al giornalismo, all’imparzialità, alla dignità professionale a cui si sono accompagnati altrettanti encomiabili articoli di giornale nelle più grosse testate nazionali dove si parlava, tra le tante, di "inferno di Catania".
Sì proprio un inferno che nulla ha a che vedere con quell'Eden rappresentato dalla capitale dove se esponi per sbaglio una sciarpa avversaria ti ritrovi con le chiappe accoltellate o peggio ancora, se esponi allo stadio i vessilli rossazzurri, con la famiglia minacciata,...
Ragazzi, finché fosse stato il mero errore di un arbitro incapace a penalizzarci non mi sarei mai dilungato e crucciato così tanto, ma qui ci sta in ballo qualcosa di più serio, di più pesante che va ben oltre lo sport, i campi da gioco: la reputazione di un popolo.
Purtroppo, dico purtroppo, non ci rendiamo forse conto di come sia forte il potere dell'informazione (non per niente definito "quarto potere"), quella di rilievo nazionale intendo, che attraverso la manipolazione della verità (o l'esposizione di essa con una determinata prospettiva) può portare in orbita o far sprofondare negli abissi un singolo individuo, una società, o persino un popolo (come nel nostro caso).
Informazione che non fa altro che ungere i poteri forti e determinati gruppi umani  (il centro - nord) mostrandoli agli occhi della gente come fautori e rappresentanti del bene. Quel bene che qui in Sicilia, a Catania non può mai attecchire perché noi , secondo loro, ci riconosciamo in "supereroi" quali "il capo dei capi" immortalato da una fiction che ci fa l'ennesimo regalo di mostrare all'Italia dei troppi ignoranti una terra dove tutti passeggiamo con coppola e lupara...e invece il resto d'Italia s'identifica in grandi uomini quali Enzo Ferrari immortalato contemporaneamente, quasi per un crudele parallelo, dalla stessa rete in questi giorni.
Questa è l'Italia, fratelli rossazzurri, e non stupiamoci se questo è il calcio. Che omologa,  certifica ed assolve, non importa se giusto o sbagliato, tutto ciò che è targato Inter, Milan, Juve, Roma, Fiorentina e relega ai margini, boccia, sentenzia, condanna tutto il resto, specialmente se proviene dal profondo sud, quali noi.
Che grazie a Dio siamo gente dura a morire ed a farci stampare le suole delle scarpe in faccia.
Che non accettiamo certi odiosi e noiosissimi copioni che vorrebbero vincitori i soliti nomi solo perchè hanno qualche grana in più da parte o la vicinanza dei "santi in Paradiso".
Che riteniamo che nel calcio, come nella vita la possano spuntare anche coloro che non portano etichette o sponsorizzazioni, ma solo meriti, capacità.
Nell'ambito sportivo e sociale, il mio desiderio per questo 2009 è quello di vedere un popolo rossazzurro che assume piena e definitiva coscienza del proprio valore, dei propri mezzi e che non si sente secondo a nessuno.Che controbatte a chiunque, senza timore reverenziale nei confronti di nessuno, ad ogni attacco rivolto alla nostra dignità di tifosi e di catanesi! Che costruisce una nuova coscienza, aliena dal secolare condizionamento dei mass-media volto a farci sentire inferiori al resto d'Italia, a farci credere che abbiamo sempre da imparare e mai da insegnare!!!!
NOI SIAMO IL CALCIO CATANIA, noi siamo CATANIA!!!!!!
CHE QUESTO 2009 SIA UN ANNO DENSO DI SODDISFAZIONI!!!!
Un abbraccio a tutti.
"più tifi strisciato, più sei un siciliano rinnegato !! fuckinmiju "

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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #41 il: 11 Gennaio 2009, 02:38:17 am »
...riflettendo un po' in questi giorni sulla storia del nostro amatissimo Catania ho notato come dal 1971 in poi le fortune del club rossazzurro siano state inversamente proporzionali a quelle della città, della sua bellezza, della sua vivibilità.Quando nel 1983 ritornammo in serie A la città conosceva uno dei periodi più bui della sua storia, caratterizzato da degrado, cattiva amministrazione e paura tra la popolazione per i continui morti ammazzati per regolamenti di conti tra le famiglie malavitose etnee che ahimè accrescevano di giorno in giorno il proprio potere...poi quando dalla fine degli anni ottanta a tutto il decennio degli anni novanta Catania conobbe la sua "primavera", il suo risveglio sociale e culturale, il calcio rossazzurro sprofondò nelle tenebre del dilettantismo....E quando alla metà degli anni duemila il Catania si ridesta e torna alla ribalta del calcio nazionale, la città, di contro, decade in una gravissima crisi finanziaria dalla quale non si è ancora ripresa.Che strano destino incrociato quello del Catania e di Catania...eppure è esistito un periodo in cui entrambe le componenti vivevano un destino comune, che procedeva di pari passo ed era ovviamente la prima metà degli anni Sessanta ed in particolare quello che può ritenersi il periodo più magico in assoluto: il biennio 1960-61.Dapprima il ritorno in serie A della mitica coppia dirigenziale-tecnica Marcoccio-Di Bella e poi, uno strepitoso girone d'andata del massimo campionato dove ad un certo punto eravamo secondi in classifica. Posizione raggiunta alla quindicesima di campionato con la vittoria interna col Padova, successo che seguiva quello esterno conseguito ad inizio 1961 proprio col Napoli con rete di Morelli al '13. In quel frangente di gloria, di vera apoteosi per la Catania sportiva la città viveva anch'essa sotto ogni altro aspetto un meraviglioso periodo.Alla sua vocazione commerciale ed artistica, assunta da tempo immemore, la città da qualche anno era divenuta anche uno dei più importanti poli industriali del Mezzogiorno.Alle storiche manifatture del tabacco, della liquirizia, alle fonderie e alle lavorazioni dello zolfo, tutte al centro di Catania si aggiungeva appunto la "Zona Industriale", sorta a sud della città, che in quegli anni annoverava già importanti stabilimenti quali l'industria farmaceutica "Spadaro-Grassi", la Cesame, la Colussi, la Silca e poi Fiat, la Latte Sole (Puglisi-Cosentino) tanto per citarne alcune.Che contribuirono a dare a Catania l'appellativo di "Milano del Sud".Con tanto beneficio per i cittadini che vedevano giorno per giorno crescere il proprio benessere grazie al moltiplicarsi delle opportunità di lavoro e di crescita professionale.Una città viva anche nelle ore più tarde, quando il resto dell'isola dormiva già, in via Etnea, al Duomo si radunava tanta gente, dopo una sera al cinema o al teatro a gustare un caffè nei bar notturni già aperti all'epoca per rientrare a casa, a piedi o in "filobus" dell'allora "S.C.A.T." .Intensi erano gli odori, i profumi di una città che poco conosceva la parola "inquinamento".Strade da cui l'olfatto non poteva che godere gli odori intensi delle panetterie, delle paste di mandorla, della cioccolata provenienti dagli innumerevoli bar.Sapori antichi che si mischiavano con il moderno, incombente, in un perfetto equilibrio che forse solo in quell'epoca si era raggiunto.Una situazione quasi idilliaca che purtroppo non ho mai vissuto per motivi anagrafici e che probabilmente non vedrò mai...ma nulla è impossibile.Come non lo è stato rivedere il Catania in serie A dopo gli anni del dilettantismo...
Un abbraccio a tutti
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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #42 il: 11 Gennaio 2009, 09:16:20 pm »
...fratelli rossazzurri, quell'8 gennaio 1961 stava ritornando a vivere...ma la cattiveria e la malafede umana hanno deviato il corso naturale delle cose.Pensavo che il fondo l'avessimo toccato con le porcate arbitrali di Milan - Catania ma qui mi accorgo che 'sto fondo lo stiamo trivellando... >:( >:(
Il mio sfogo di fine anno, il mio augurio del 31 dicembre scorso mi accorgo ancora una volta che non è vittimismo: è la somma di tanti piccoli indizi che messi insieme creano la prova chiara, tangibile di quanto siamo indesiderati e scomodi a chi governa questo derelitto calcio italiano.Ma purtroppo il problema non è da confinare al solo calcio, è un problema che si estende ad ogni campo dell'attività umana.E questa è la cosa che mi duole profondamente.Tanto per citarne una delle tante, qualche minuto fa nella home page di Virgilio vedo la notizia di  un concorso indetto dalla "New 7 Wonder Foundation" (http://www.new7wonders.com) ente anglosassone senza scopo di lucro che, come dice il nome, si occupa delle meraviglie del mondo.In particolare sta indicendo una selezione, con voto on line da effettuare, per nominare i 7 luoghi naturali più belli del mondo.Ebbene, sapete quali bellezze Italiane hanno designato alla nomination mondiale?Il Cervino, il Monte Bianco e...udite udite, il Vesuvio...hanno escluso l'Etna!!!!!!!!!!!
E' superfluo aggiungere un ulteriore commento...Forse pensano che la Sicilia non faccia parte dell'Italia? Forse ritengono che la nostra isola debba essere famosa all'estero solo per Cosa Nostra ed i morti ammazzati?
Sono sempre più schifato, amareggiato, indignato del modo come ci trattano e ci considerano ad ogni latitudine d'Italia e del mondo!!!
FORZA CATANIAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Re: possiamo farcela! possiamo dare una svolta al nostro destino sportivo (e non)
« Risposta #43 il: 21 Gennaio 2009, 01:09:14 pm »
Punti di forza
•   Squadra tecnicamente più forte e più “brillante” dello scorso anno, con una migliorata mentalità, grazie all’allenatore
•   Giocatori nel loro ruolo naturale
•   Fattore campo
•   Buon gioco anche nelle partite esterne, seppur con carenza di risultato

Punti deboli

•   Squadra che vive di un delicatissimo equilibrio che può essere alterato con una singola variabile a favore o contro, decidendone le sorti di un incontro. Da squadra non da “prima fascia” non è in grado di produrre innumerevoli palle gol che facciano da tampone riparatore dei propri errori o di quelli arbitrali.Dunque una singola leggerezza in campo dei giocatori o del direttore di gara può decidere pesantemente le sorti della partita. 

Problemi di fondamentale importanza da risolvere

•   Rendimento fuori casa: è la chiave di tutto, la panacea di tutti i mali. Vincere fuori casa non varrà tre ma innumerevoli punti. Perchè lo sblocco psicologico che avrà la squadra sarà quella molla che porterà ulteriori punti e vittorie esterne. Quindi prima verrà tale momento, meglio sarà
•   Tenuta psicologica. Credere nelle proprie forze, sia in prospettiva, sia nella singola gara, specialmente con le squadre più accreditate 
•   Forma fisica: i giocatori hanno sinora dimostrato una ottima resa in tutto l’incontro.Giocano come meglio credono alternandosi nel ruolo di titolari garantendo un continuo turnover che genera un risparmio di forze per ognuno nel corso del campionato

Gli errori del passato assolutamente da evitare

•   Fare affidamento alle partite casalinghe: vincere tutte le partite in casa è quasi impossibile per un mero fatto statistico e per le innumerevoli variabili che possono alterare l’esito di un incontro, specialmente nel delicato equilibrio che caratterizza il gruppo rossazzurro
•   Avere la fobia di un calo nel girone di ritorno: paura insensata perché tale calo non è necessariamente prerogativa delle squadre non di prima fascia.Reggina e Cagliari sono stati lo scorso anno la dimostrazione di come la teoria del calo delle  squadre “minori” nella seconda parte del torneo sia una colossale inesattezza.
•   Fissare un obiettivo “minimo” di fine stagione. Il singolo individuo e, di conseguenza, un gruppo umano tende per sua natura a fare di meno di quanto abbia programmato. Regola il proprio cammino sulla base dell’obiettivo prefissato ma spesso non tiene conto degli imprevisti che portano dunque ad ottenere meno di quanto si era precentivato. Il successo, la soluzione sta nel fissare un obiettivo più alto per raggiungere quello sperato.Insomma se si vuole saltare oltre gli otto metri, bisogna mentalmente puntare agli otto e cinquanta. Dunque…se ci si vuole salvare con tre giornate di anticipo occorre imporsi un ritmo da zona Uefa!!!!

..infine noi tifosi

noi tifosi, noi catanesi non siamo soltanto quelli che incitano la squadra in campo…noi rappresentiamo in ogni istante della settimana l’umore della città, quell’atmosfera di sottofondo che i giocatori avvertono e come…!!! Basta vedere gli sguardi delle persone che incontrano per strada, fuori dal campo di allenamento, nei bar, etc. Non ci rendiamo conto come la fiducia in loro stessi, la voglia di credere nei loro mezzi non dipenda solo da ciò che vedono dentro lo stadio ma principalmente (ed è quello che resta impresso nelle loro menti) da ciò che hanno sentito dalla gente gli scorsi giorni. Dalle discussioni, dalle battute, dalle semplici espressioni dei loro sostenitori.
Eccezion fatta per il primo anno di A, giustificato da quel triste esilio per quasi tutto il girone di ritorno, il calo del Catania della scorsa stagione, nella seconda parte del campionato, non è stato soltanto figlio della “castrazione” tecnica di giocatori fondamentali quali Mascara, Spinesi, Vargas, costretti a ricoprire ruoli e posizioni assolutamente innaturali. Ma anche del clima sbagliato creatosi in città, dove ormai molti buontemponi avevano “sentenziato” un Catania incapace di fare punti esterni ma in grado di “riparare” tra le mura amiche e salvarsi tranquillamente. Cosa che avranno sentito i giocatori talmente tanto in giro da crederci e farci affidamento.Con i risultati che tutti sappiamo…Qualcuno ne avrà a male, ma non credo che ora quel genere di persone presuntuose e fataliste si sia estinto. Continuo a sentire tra amici, colleghi, in giro di un Catania destinato a calare vistosamente nel girone di ritorno, costretto ancora una volta a giocarsi la serie A negli ultimi novanta minuti, perché “una città buia, al dissesto finanziario, con troppa gente incivile non può reggere un campionato di serie A, non può reggere il confronto con piazze come Bergamo, Genova, Bologna, Napoli, Verona, realtà ben diverse e superiori alla nostra…”.Finchè si sentiranno vomitare questo mucchio di colossali stronzate nei nostri confronti, il Catania calcio non potrà mai decollare.Un clima negativo del genere sfiancherebbe anche un leone. E’ semplicemente scandaloso che ancora molta gente ritiene la serie A un “regalo” un momento straordinario ed irripetibile per Catania quando c’è stato chi come Chievo ed Empoli che è riuscito ad arrivare persino in Europa con mezzi a disposizione nettamente inferiori ai nostri!!!!
E allora il mio appello alle persone di buon senso e di temperamento è quello di stroncare con ogni mezzo lecito a disposizione questi focolai di sfiducia, di negatività, di ignorante fatalismo che non possono che nuocere ad ogni buon proposito.Per il bene del Catania e di Catania.Se ciò avverrà, i giocatori lo avvertiranno e li rivedremo al più presto tornare vincitori da una trasferta, quella da cui hanno già sorriso “squadrette” come Chievo e Lecce rispettivamente ai danni di Udinese e Fiorentina (pur con un organico inferiore sulla carta al nostro!!!).

Noi tifosi, me compreso, dobbiamo perfezionare la nostra arte di discernere nelle cose, di fare la giusta distinzione in elementi apparentemente uguali.Mi riferisco al rendimento esterno. Se è vero che abbiamo persino fatto meno punti fuori casa nel girone di andata di quest’anno rispetto alla gestione Baldini è anche vero che la squadra si è espressa di gran lunga meglio rispetto alla precedente stagione. Il misero bottino di tre punti tiene conto di: porcherie arbitrali negli incontri con l’Inter, Sampdoria, Milan, Napoli e di nostri “colpi di testa” in Reggina – Catania (fallo da doppia ammonizione inutile commesso da Paolucci sull’1-0 per noi).Se togliamo i punti straguadagnati in casa di Juve e Siena, senza essere troppo generosi potremmo affermare che il Catania meritava di ritornare da queste trasferte con almeno tre punti in più, per quello che aveva dimostrato in campo.
Insomma cari tifosi, se non ci convinciamo dei nostri mezzi, delle nostre forze se non abbiamo piena coscienza che non siamo secondi a nessuno, se non crediamo che possiamo superare gli altri pur partendo svantaggiati (leggasi inesperienza ai massimi livelli del calcio da troppo tempo) non daremo mai “linfa” a questa squadra ed al Calcio Catania in genere!!!!
Qualunque programmazione, qualunque investimento che si attuerà a livello tecnico e strutturale non potrà mai attecchire nella nostra meravigliosa città se incontrerà un terreno arido, fatto di sfiducia, fatalismo ed individualismo. Se la gente comincerà a credere in qualcosa di grande, allora anche il club rossazzurro acquisirà ulteriore fiducia nei propri mezzi!!!
Non ci rendiamo conto come la fiducia, la positività sia un bene prezioso ed assolutamente a costo zero!!Non basta solo l’incitamento allo stadio né la mentalità impressa da Walter Zenga ai giocatori.
Occorre giorno per giorno, momento per momento parlare con ottimismo affinché il terreno attorno al Catania diventi fertile e rigoglioso.
Solo in tal modo quella infinitesimale differenza che separa trionfo da disfatta volgerà a nostro favore in casa e fuori da qui alla fine del campionato!!!!
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- mai segnate quattro reti al Palermo nè in casa nè in trasferta (non solo in serie A ma in qualunque categoria)
- mai battuto il Palermo con quattro reti di scarto  nè in casa nè in trasferta
- mai una vittoria così larga in trasferta in serie A nella storia rossazzurra (nelle serie minori era successo peraltro una sola volta in Serie C nel 1989-90)
- solo altre tre volte nella storia rossazzurra un successo così largo in Serie A (Catania Udinese 1954-55 Catania - Roma e Catania - Bologna 1964-65)
Questa è leggenda, questo è un sogno fantastico.
Dallo sconforto, dalla profonda delusione di quel pallone mancato da Terlizzi al 92' in Catania - Juventus, siamo passati alla indescrivibile gioia, alla stupenda consapevolezza di un Catania ritornato grandissimo.
Grazie ragazzi, grazie Walter.Avete regalato una giornata di felicità a tanta gente.


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