Autore Topic: La Sicilia  (Letto 525 volte)

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Offline Sergio

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La Sicilia
« il: 29 Ottobre 2019, 11:11:49 am »
Quando faccio click su Lasicilia per leggere il nostro forum, un po’ decaduto come afferma Testa ma comunque lo trovo pur sempre interessantissimo (diciamo che “i migliori” utenti sono rimasti ;-)) ho anche la “cattiva :-))” abitudine di “sfogliare”, se così si può dire, il giornale e leggere gli articoli più interessanti.
Ci si lagna che l’Utente Testadura rivendichi una identità del tutto diversificata e distaccata da quella catanese, una realtà e una città che egli sente non appartenergli (e secondo me ognuno è libero di sentirsi chi vuole e di non sentirsi identificato a una identità che sente non appartenergli) mentre a livello regionale stiamo vivendo un affronto che, credo, abbia pochi precedenti.
Il programma televisivo “Il Borgo dei Borghi” trasmesso dalle reti RAI, sovvenzionato con soldi pubblici, si è rivelato essere una farsa colossale, e di cui il borgo siciliano in concorso, nella fattispecie Palazzolo Acreide ne è stato vittima nelle sue legittime aspettative, deriso e offeso nella sua identità di comune siciliano.
Già è di gran lunga discutibile, e si presta a bieche strumentalizzazioni di sorta (come del resto è avvenuto) che l’esito finale del concorso venga ricavato dalla sommatoria dei “voti popolari”, espressi da migliaia di persone in tutta Italia attraverso il televoto e una “giuria di esperti” che per regolamento dev’essere composta minimo da 3 persone ma che incide in misura del 50% sul voto finale. Il che è una farsa perché il 50% sommato anche ad un singolo voto espresso con il televoto determina il vincitore finale.
Nel caso in oggetto, la giuria di esperti ha espresso questa votazione:

66,67% Bobbio (Emilia Romagna)
22,22% Rotondella (Basilicata)
11,11% Laigueglia (Liguria)
00,00% Palazzolo Acreide (Sicilia)

Da questi numeri si evince che la “giuria di esperti” era composta da un numero di almeno 9 persone (o un multiplo di esso) e nessuno di questi ha dato il suo voto alla località siciliana che invece nel televoto aveva ottenuto quasi il 42% dei voti distaccando di molto la vincitrice Bobbio ferma ad appena il 27%. Quindi 6 “esperti” hanno votato Bobbio, 2 hanno votato Rotondella, 1 ha votato Laigueglia, nessuno Palazzolo Acreide.  Però, il mistero dei misteri, è che la giuria era formata da solo 3 persone: Philippe Daverio, Mario Tozzi e Margherita Granbassi. O sono diventato scarso in matematica o i conti non tornano.

Ma non finisce qui: Philippe Daverio, cittadino onorario di Bobbio, colui che avrebbe voluto Bobbio come terza capitale europea, è stato presidente di questa “giuria di esperti” e l’esito finale del voto non poteva prendere piega diversa da quella presa, mettendo da parte ogni forma di correttezza morale, di etica, di onestà intellettuale. Non solo, ma alla richiesta di chiarimenti in proposito si è lasciato andare ad uno show di pregiudizi del tutto inaspettati da una figura culturale del suo livello:
“il siciliano è convinto di essere al centro del mondo, quindi per loro, tutto ciò che non è siciliano è intollerabile. Non amo la Sicilia, non ci torno più, sono spaventato. Il tono utilizzato in quest’affare (le legittime proteste), è un tono di minaccia che fa parte della tradizione siciliana innegabilmente. La Trinacria è un piede messo a terra, è terrone e rosica” (riferendosi evidentemente al sindaco di Palazzolo). Ora io non so come facciano i nostri rappresentati locali a manifestare una reazione “timida” verso una persona che si è dimostrata così astiosa verso la nostra terra, io credo che bisognerebbe adire alle vie legali ed anche chiedere conto e ragione alla RAI perché la TV di stato non può prestarsi a simili “concorsi” che da un lato cercano di crearsi una maschera d’imparzialità rendono partecipe l’intera Nazione nell’espressione di gradimenti e giudizi ma innesca un meccanismo dove pochissime persone possono sovvertire qualsiasi votazione, divenendo di fatto un programma dall’alto contenuto discriminatorio.
A quelli di Bobbio poi chiedere con quale dignità alzano il trofeo dei vincitori sapendo che la giuria che li ha premiati era tutt’altro che imparziale, che il giudizio popolare era nettamente a vantaggio di un'altra concorrente verso la quale è stata perpetrata una carognata, ma mi rendo conto che il riconoscimento si tramuterà in euro sonanti nei giorni a venire, per cui ogni silenzio evidentemente è d’oro.
Più conosco gli uomini e più apprezzo il mio cane. (Socrate, Totò, fate vobis)

Offline Sergio

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Re:La Sicilia
« Risposta #1 il: 29 Ottobre 2019, 11:28:07 am »
Degno di menzione è l'amaro sfogo del sindaco di Palazzolo Salvatore Gallo per il beffardo verdetto finale:

"Pensavamo che partecipare alla trasmissione il Borgo dei Borghi fosse una cosa seria, una competizione onesta, una sfida leale e per questo abbiamo deciso di partecipare. Abbiamo accettato le regole del gioco, convinti che luminari della cultura e della scienza fossero imparziali, luminari ai quale in finale​ è stato​ affidato il 50 % del peso del voto. Pensavamo ad una giuria di qualità seria come seriamente tutti noi abbiamo​ affrontato questo gioco che tanto gioco non è.​ Siamo abituati alle competizioni e abituati alle sconfitte, ma non alle sconfitte con lo sgambetto.​ ​Mai più concorsi col trucco finale e soprattutto con giurati cittadini onorati dei Borghi in competizione."
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Offline Davide da Miami

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Re:La Sicilia
« Risposta #2 il: 29 Ottobre 2019, 06:28:29 pm »
Vexata quaestio.
Quando c'è di mezzo una votazione, la Sicilia viene sempre imbrogliata, sedotta e abbandonata, a partire dal plebiscito farlocchio del 1860.
Solidarietà alla povera Palazzolo Acreide cunnuta e bastuniata!

Offline Sergio

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Re:La Sicilia
« Risposta #3 il: 02 Settembre 2020, 12:08:00 pm »
Bye bye Philippe Daverio.
E salutami Bobbio. 8-)
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Offline Templare

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Re:La Sicilia
« Risposta #4 il: 02 Settembre 2020, 12:33:20 pm »
Bye bye Philippe Daverio.
E salutami Bobbio. 8-)

Capisco a cosa ti riferisci. Personalmente, ma non mi riferisco a te, piazzale Loreto non è il faro della mia esistenza. Quando uno non c’è più trovo inutile accanirvisi contro. Certo, un giudizio per quando era in vita non si nega a nessuno.

Di Daverio ricordo con un misto di ilarità e compassione un siparietto in un lontano Festino davanti alle telecamere fra lui, conclamato intellettuale di sponda manca (e figurati), nominato direttore della manifestazione dal non manco Sindaco Cammarata ed un sostenitore manco (manco a dirlo) dell’allora incredibilmente trombato Leoluca Orlando. Quest’ultimo gli diede del Fascista (come se fosse un’offesa...😜) e lui, fieramente, ribattè: io non sono Fascista, io sono stalinista!

😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Uno dei tanti cortocircuiti che avvengono solitamente a sinistra, ma che, in una ex-Nazione come l’Italia, ci stanno benissimo.

Passo e chiudo.
"Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi."

Offline Sergio

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Re:La Sicilia
« Risposta #5 il: 02 Settembre 2020, 06:44:29 pm »
Bye bye Philippe Daverio.
E salutami Bobbio. 8-)

Capisco a cosa ti riferisci. Personalmente, ma non mi riferisco a te, piazzale Loreto non è il faro della mia esistenza. Quando uno non c’è più trovo inutile accanirvisi contro. Certo, un giudizio per quando era in vita non si nega a nessuno.

Di Daverio ricordo con un misto di ilarità e compassione un siparietto in un lontano Festino davanti alle telecamere fra lui, conclamato intellettuale di sponda manca (e figurati), nominato direttore della manifestazione dal non manco Sindaco Cammarata ed un sostenitore manco (manco a dirlo) dell’allora incredibilmente trombato Leoluca Orlando. Quest’ultimo gli diede del Fascista (come se fosse un’offesa...😜) e lui, fieramente, ribattè: io non sono Fascista, io sono stalinista!

😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Uno dei tanti cortocircuiti che avvengono solitamente a sinistra, ma che, in una ex-Nazione come l’Italia, ci stanno benissimo.

Passo e chiudo.

Sarà stato sicuramente in quell'occasione che gli è maturato tanto astio verso la Sicilia e i siciliani. Nella puntata incriminata, che io ebbi modo di rivedere in replica, offese anche la memoria di Camilleri spergiurando su di lui. E’ unanimemente riconosciuto come un “mostro” di cultura ma in questa occasione ha evidenziato un pauroso deficit di signorilità e di correttezza.
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