Autore Topic: Uggia rossazzurra  (Letto 414 volte)

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Offline Sergio

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Uggia rossazzurra
« il: 16 Maggio 2020, 08:20:58 pm »
So cosa si prova. Sconforto, disperazione, rabbia, senso di smarrimento, di un vuoto incolmabile. Ma sappiate che in un modo o nell’altro se ne viene fuori e si continuerà a correre allo stadio, ad appassionarsi per la maglia di sempre, a gioire per i successi dei propri colori. A dimenticare in fretta, se dovesse accadere. E chi sta già meditando di dover dire addio, credetemi: non sa di che parla.
Noi a breve saremo in lega pro. E sono certo che ci vedremo molto presto. Tutti!
Più conosco gli uomini e più apprezzo il mio cane. (Socrate, Totò, fate vobis)

Offline U mastru

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Re:Uggia rossazzurra
« Risposta #1 il: 17 Maggio 2020, 02:51:30 pm »
Come già scritto, gli altri continuino pure, per me il calcio muore con la nostra matricola. Il resto, pur lecito, per me è altro.
"U Mastru"

Offline Sergio

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Re:Uggia rossazzurra
« Risposta #2 il: 15 Luglio 2020, 09:21:31 pm »
Pur con i dovuti distinguo, sembra esserci la stessa confusione che regnava in seno al Palermo lo scorso anno di questi tempi.

Nessuna confusione, tutto sempre chiaro almeno per me. Il Palermo non è mai stato messo in vendita realmente da Zamparini. Il Palermo è stata la gallina dalle uova d'oro per il mercante friulano. Come riconobbero i giudici “Zamparini sistematicamente azzerava i conti correnti della società spostando il denaro in società estere per evitare di pagare i debiti e per finanziare le altre sue attività.” Nel giro di un paio d’anni la società, che produceva utili di rilievo, è stata totalmente prosciugata, dissanguata. Tutti i brutti ceffi che ci passarono davanti, a cominciare da Baccaglini fino agli inglesi e ai Tuttolomondo, furono solo dei figuranti che servivano a “nascondere” l’unico proprietario di sempre. Fa sorridere chi crede ancora oggi che i Tuttolomondo fossero mai diventati proprietari del Palermo, nessuna società che non aveva nemmeno gli 800 mila euro per iscrivere la squadra al campionato potrebbe avere "le forze" per acquistare e gestire un club, per giunta pieno di debiti, in serie B. Forse l’unica società seria fu la York Capital ma appena saputo dei debiti nascosti sotto un'altra società (Alyssa, Mepal, non ricordo), scapparono a gambe levate.
Secondo me a Etnaland, dove appare evidente l'ambiguità di alcuni personaggi, c’è tutt’altro scenario. In termini spiccioli distinguerei in suicidio a Catania e assassinio a Palermo.
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