Autore Topic: L'immortalità dell'anima  (Letto 481 volte)

Offline Sergio

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L'immortalità dell'anima
« il: 13 Aprile 2022, 09:52:00 am »
Insegna la teologia cristiana che l’anima umana è sussistente in se stessa ed è spirito unito al corpo. Ha bisogno del corpo per operare ma non per sussistere e quindi sopravvive alla decomposizione del corpo.
Applicare questo concetto agli esseri umani nella loro singola unicità mi pare un po’ troppo azzardato e non è questa la sede ideale per trattare l’argomento. Va benissimo invece se applicata agli esseri umani nelle loro manifestazioni di espressioni comunitarie, di vita sociale. L’uomo muore e si disintegra ma l’essere umano sarà presente su questa terra per chissà quanti anni ancora, rilasciando ai suoi posteri tutti i retaggi in suo possesso, tutti i bagagli delle proprie esperienze e delle proprie conoscenze. Sarà stato proprio sotto questo profilo che tantissimi anni fa, ad un concorso “vota la tua squadra del cuore” migliaia e migliaia di palermitani scrissero il nome PALERMO nella scheda del voto, malgrado il Palermo non esisteva più, era stato fatto fuori qualche mese prima. Dare il voto al Palermo non fu soltanto opera di qualche nostalgico, come potrebbe apparire ad una superficiale considerazione dell’evento, lo testimonia il fatto che in quella speciale classifica stazionava al decimo posto e davanti a se aveva solo club pluriscudettati e comunque di rilievo nazionale e di grandi tradizioni.
Non c’era più la squadra, non c’erano più partite che ci riguardassero ma l’anima rosanero sopravviveva a testimonianza della propria immortalità, tale e quale si pretenda essere quella umana. Era nell’aria, era presente, si percepiva, bisognava solo dargli un “nuovo corpo per operare”, una nuova squadra con cui esplicitamente manifestarsi. Un manifestarsi un po’ bizzarro se si desume che la sua esistenza si avverte di più quando il “corpo” con cui suole esprimersi non c’è, è assente, è stato fatto fuori.  Infatti chi può dire che a TdG nel pomeriggio di domenica scorsa non c’era il Catania (inteso come soggetto metafisico) tra tutta quella gente, anche se la squadra era stata soppressa 36 ore prima? Chi, ancora oggi, avrà l’ardire di sostenere che il Catania che verrà rifondato sarà “un'altra squadra”, “sarò sostenitore e tifoso di un'altra squadra”, quando il concetto di “altra squadra” nel suo intrinseco significato, per noi tifosi di questo sport, è sempre stato qualcosa che non ci appartenesse?

Turbe di materialisti (e matricolisti) rossazzurri in questi anni si sono prodotti in arzigogoli linguistici stuprando anche concetti di logica elementare sostenendo che passioni, emozioni, lacrime (amare o dolci che siano) sentimenti, angosce, trepidazioni, potessero essere più vincolati e riferiti a un freddo numero che a un’entità spirituale (qualcuno, a ragione, ha coniato (non da ora) la definizione “magia rossazzurra”) che per spiegarla bisogna anche attingere nel trascendente. Ecco: noto oggi che questa “magia rossazzurra” è tutt’altro che morta, tutt’altro che scomparsa. Il problema che si pone oggi semmai è di altra natura. L’evento “revoca dell’affiliazione”, specie per squadre del sud, specie per realtà che non sono mai entrate nell’élite del calcio italiano, sta diventando un evento di ordinaria amministrazione. Potrebbe capitare ovunque, potrebbe capitare ancora ma da Catania in tutti questi anni si è provveduto a far diventare il fallimento (principalmente quello altrui) un marchio a fuoco testimonianza di disonore per quei tifosi che hanno visto soccombere la propria squadra sotto i colpi della lega. Ci fu uno che scrisse: “il reset non è pulizia ma dissolvenza e a Catania non funziona così”. Ed invece sta funzionando così anche lì e ti aspetto bello pulito e pettinato di nuova matricola. :-P
Oggi in quel calice (che colà hanno sempre chiamato “arribbattuti”) ci beveremo assieme e se devo trovarci un lato positivo in questa revoca dell’affiliazione rossazzurra è che oggi noi rosanero ci sentiamo un po’ meno merd3. Il rammarico semmai è l’aver sentito alcune pontificate assurde anche da persone di una certa cultura che giammai mi sarei aspettato che per capire una cosa così semplice avessero avuto bisogno dell’esperienza empirica per cogliere la differenza tra squadra rossazzurra, tra società rossazzurra e anima rossazzurra. Max Licari, utente anche di questo forum un tempo che fu, dai microfoni della sua trasmissione giornaliera disse che: “questa trasmissione è stata concepita in funzione della squadra Calcio Catania 1946 matricola 11700. Qualora questa componente venisse a mancare questo programma non avrà più ragione di esistere e spegneremo i microfoni. Un Real Catania, una SSD Catania, un Catania con qualsiasi altra denominazione sarebbe ALTRO e noi non lo seguiremo”. L’ALTRO non c’è ancora, l’11700 non c’è più ma quella trasmissione continua a esistere e annunciano che saranno “vigili” sull’evolversi del “varo” della nuova società, di quel ALTRO da sempre snobbato e… insomma, ‘na succirutu nenti. Chissà se avrò modo di ascoltare qualche sua precisazione sulla appunto testé riportato.
Ma c’è anche il muretto (come lo chiamano a Casorezzo :-))) dove il moderatore aveva asserito che il muro avrebbe chiuso, che lui stesso non avrebbe seguito ALTRO, che ognuno sarebbe stato libero di seguire ciò che vorrà seguire e che poteva crearsi un suo muro tutto proprio in nome del nuovo nascente Catania. Ma, ho controllato sino a stamane, il muretto è ancora funzionante.
Per non parlare di quanti, conoscenti e non, hanno giurato e controgiurato che non avrebbero seguito un nuovo Catania e che la passione per questo sport sarebbe finita con la scomparsa del 11700, a cominciare da un cronista in radio che aveva giurato che nel caso fosse avvenuto il funesto evento avrebbe chiuso con questo sport e che avrebbe passato le sue domeniche andando a pesca. Non si è visto in questi giorni, probabilmente è andato alla ricerca della pietra celeste mantenendo la parola data. ::)
Insomma, dal punto di vista del web, dei mezzi aggregativi virtuali, cosa ci riserverà il futuro? Ci saranno coloro che…. ‘na successu nenti, ci saranno coloro che affermeranno: “avevano ragione loro (cioè i tifosi palermitani) l’amore per il Catania e per la nostra maglia è rimasto immutato", ci saranno anche coloro che, pur di poter postare le loro opinioni sul web, cambieranno nickname, evitando di peritarsi di avere snobbato e deriso chi prima di loro aveva già affrontato questo percorso. Ma quelli che non ci saranno di sicuro, e di questo sono pronto a scommettere, sono invece quelli che manterranno ciò che incautamente avevano promesso prima (cioè l'addio a questo sport). Ci saranno perché il tifo è una fede e come ogni fede, nobili o meno nobili che siano, lasciano poco spazio al materialismo e ci si convince che la propria squadra non è un numero di matricola ma un principio vitale sensitivo e intellettivo. Sensitivo perché tocca i sentimenti di ognuno di noi, intellettivo perché la passione è una delle manifestazioni astratte dell’essere umano. E come principio vitale, ci rimarrà addosso in eterno.
In conclusione: i giocatori passano, gli allenatori passano, i presidenti passano, le società passano (a Catania in parte lo stanno scoprendo solo oggi), ma l’anima rosanero, così come quella rossazzurra, non passerà mai. Come tradizione cristiana insegna, l’anima è immortale e ci sarà sempre, qualsiasi cosa possa accadere alla squadra cui è vincolata.



8 MARZO 415 d. C. IPAZIA DI ALESSANDRIA, MARTIRE LAICA DEL PENSIERO SCIENTIFICO

Offline Templare

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #1 il: 13 Aprile 2022, 11:20:10 am »
…a prima vista, per la lunghezza, pensavo fosse una tesi di laurea su Kant redatto da qualche ufficiale dell’ex battaglione, ora reggimento, Azov. Poi ho trovato il tempo di leggerlo e devo dire che è condivisibile.

Purtroppo, questa prevalente attitudine tutta orientale di volersi ritenere popolo (solo calcistico?) eletto, paleserà a breve tutti i limiti che intercorrono fra teoria e messa in atto della teoria. Io in passato, su quel muro, ma anche qua, tante volte, ho provato a spiegare i limiti del loro infondato spacchiamento con un semplice ragionamento: se noi siamo la Palermolimpia e non in Palermo, il derby non esiste e voi non avete motivo di farne, in ogni occasione, la partita dell’anno. Tempo sprecato con i duri e puri.

Ormai è andata, come dici tu molti torneranno al Cibali a tifare per il nuovo soggetto giuridico, che, suggerisco loro, potrebbe chiamarsi SSD Undicimilasettecentese, per riallacciarsi alla vecchia e gloriosa matricola. Pensa anche i vantaggi pratici: vallo a fare un coro contro di loro che comprenda il nome della nuova società.

Fozza Palemmo! (empatia portami via)

p.s. avevo sonno...
« Ultima modifica: 13 Aprile 2022, 02:25:22 pm da Templare »
...meritare la mia amicizia non e' semplice. Ancora meno semplice e' meritare la mia inimicizia, perche' per essere mio nemico devi avere dei valori che non posso condividere, ma che rispettero'. Ai piu' riservo invece cio' che meritano: indifferenza...

Offline bua

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #2 il: 13 Aprile 2022, 03:46:08 pm »
Caro Sergio,
come ho detto in tempi non sospetti non condivido la linea estremista di chi si identifica(va) con la matricola e vedo continuità nel ripartire da una nuova società che non avrebbe potuto esistestere se la vecchia non fosse morta. Questo non vuol dire che mi augurassi che finisse così, anche se alcuni nel variegato (ma non del tutto rappresentativo di un popolo) mondo dei social, mi sono preso la mia buona dose di "fuoco amico".
La matricola è diventata (pur essendo nata insieme alle spa) il simbolo del nostro unico trofeo che era di non essere mai falliti o, adesso di essere falliti per ultimi, almeno al sud e
capisco coloro che ne erano orgogliosi e che hanno voluto combattere fino in fondo quella battaglia, anche se anticipando questo destino al 2020, Tacopina non avrebbe avuto a che fare con la SIGI e oggi probabilmente staremmo meglio.

Detto ciò, non so quando sia stato detto che Pianeta Catania avrebbe chiuso in questa eventualità, io con le mie orecchie 'ho sentito solo riferito all'eventualità che saremmo diventati la seconda o terza squadra di Lotito. In ogni caso, occorre dire che solo gli stupidi non cambiano idea e quindi ben venga una nuova era in cui si capisce che non c'è da fare la gara a chi è più puro perché prima o dopo arriva qualcuno più puro di te...etc

Poi la cavalleria avrebbe voluto che non infierissi, anche se capisco che la vendetta (verbale) non è qualcosa cui è facile resistere, specie di fronte teorie alquanto strampalate. Ma se lo avessi fatto avresti dimostrato una superiorità che purtroppo per tutti noi, non c'è: voliamo tutti molto basso.

Ora bisogna lavorare perché questi fallimenti non diventino la norma, anche accettando uno stop più lungo, se le proposte di rinascita che dovessero arrivare risultassero insensate alla stregua di quella di Mancini, tipo un nuovo Pulvirenti regista di cordate biancavillote o spostamento di titoli di altre parti.
Questa è la vera battaglia che personalmente, nel mio piccolo, mi sento di combattere è quella di una maturazione dell'opinione pubblica (stampa e popolo in primis), che può fare miracoli nel tutelare i patrimoni comuni.



Offline Sergio

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #3 il: 13 Aprile 2022, 05:47:41 pm »
Poi la cavalleria avrebbe voluto che non infierissi, anche se capisco che la vendetta (verbale) non è qualcosa cui è facile resistere, specie di fronte teorie alquanto strampalate. Ma se lo avessi fatto avresti dimostrato una superiorità che purtroppo per tutti noi, non c'è: voliamo tutti molto basso.

Vedi caro Bua, riferendomi ad una cospicua parte della tifoseria rossazzurra, essa è l’unica tra quelle che io conosca che si sia presa lo sfizio di definire sprezzatamente “arribbattuti” i tifosi rivali di quelle squadre cadute in disgrazia, ignorando, ma adesso non possono più ignorare, quanto proprio il tifoso non cambia mai la sua fede nel suo ideale (il termine anima non l’ho usato a caso) pur dovendo assistere PASSIVAMENTE e impotente al corso degli eventi negativi. Ed ha motivato questo suo sprezzo dichiarando apertamente che se accadesse a lui l’evento funesto, non seguirebbe più questo sport, non seguirebbe più alcun nuovo Catania qualsiasi nuova definizione esso abbia.
Tutto ciò io posso anche accettarlo e andrei a stringergli la mano a capo chino e scoperto qualora mettesse in pratica, seriamente ed efficacemente, i suoi propositi, manifestati in tempi migliori o quando ancora si figurava magnificamente nelle categorie superiori. Se invece non lo fa, se mette da parte tutti i suoi propositi e si dichiarerà pronto a seguire la sua nuova società, non avrà fatto altro che disprezzarsi da solo. E merita tutto il biasimo immaginabile, non soltanto da parte mia.
Di questi soggetti ne è pieno il muretto in questione e qualcuno di questi ha bazzicato anche in questo forum. Dove sta la serietà della persona se non riconsidera tutto quanto asserito in tempi di pace provando anche a giustificare il senso del suo precedente snobismo? Siamo tutti sotto questo cielo e dire “di questo pane io non ne mangio” è sempre molto azzardato e spesso ci si dovrà pentire di quanto detto. Altrimenti sarà stato solo un quaquaraquà. Ed io questo oggi ho voluto scriverlo.

E poi ti spiegherò di un “giornalista” (nota le virgolette) etneo che quando presentò nel suo editoriale il derby Palermo Catania (finita 1-1 col Palermo senza panchina causa covid) asserendo: “derby inedito tra due squadre che si affrontano per la prima volta”.  8-)
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Offline Sergio

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #4 il: 13 Aprile 2022, 05:49:50 pm »
se noi siamo la Palermolimpia e non in Palermo, il derby non esiste e voi non avete motivo di farne, in ogni occasione, la partita dell’anno. Tempo sprecato con i duri e puri.

Quando la testa e il cuore sono scollegati e la testa è quella che ha problemi seri.
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Offline bua

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #5 il: 13 Aprile 2022, 06:02:59 pm »
Sergio, concordo con le evidenti contraddizioni di chi sente visceralmente il derby negando nel contempo che l'avversario sia "l'originale", ma non conoscendo bene l'ambiente cui ti riferisci perché non frequento il muro, non mi pronuncio.
So però che la comunità di CalcioCatania.com è degna di rispetto trattandosi di persone per bene.

Offline Sergio

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #6 il: 13 Aprile 2022, 06:10:52 pm »
So però che la comunità di CalcioCatania.com è degna di rispetto trattandosi di persone per bene.

Alt! Non fraintendiamo, io ne conosco davvero pochi e sulle loro qualità umane non ho alcun appunto da fare. Ho solo puntato il dito su una frangia di tifosi, anche numerosa, che in certi suoi giudizi e certe sue esternazioni è stata... diciamo poco felice.
Il karma comunque ha colpito.
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Offline bua

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #7 il: 13 Aprile 2022, 09:07:27 pm »
L'unica cosa certa è che bisogna cambiare mentalità se si vuole sopravvivere nel calcio di oggi dove le realtà di provincia (provincia calcistica, non parlo di dimensioni o potenzialità) è un fastidio da cancellare.

Intanto vediamo se almeno smettiamo di cercare sempre il salvatore della patria, poi se riusciamo ad alzare il livello delle discussioni al bar tanto meglio.

Offline Templare

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #8 il: 14 Aprile 2022, 12:32:31 am »
E poi ti spiegherò di un “giornalista” (nota le virgolette) etneo che quando presentò nel suo editoriale il derby Palermo Catania (finita 1-1 col Palermo senza panchina causa covid) asserendo: “derby inedito tra due squadre che si affrontano per la prima volta”.  8-)

Questa mi mancava. Speriamo torni presto il derby fra ARRIBBATTUTI col suo corollario di personaggi coloriti.
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Offline Templare

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #9 il: 14 Aprile 2022, 11:48:58 pm »
Mastru ormai si atteggia a novello Duce e crede che io sia Achille Starace. Pur non di meno pubblico il suo pensiero in merito.

Molta gente penso spera di continuare a seguire un nuovo Catania. Io
credo che difficilmente riusciranno ad iscrivere una squadra in serie D.

Personalmente, come avevo già scritto il calcio attuale mi faceva
parecchio schifo, l'italiano poi, visto i personaggini che lo
frequentano, non dico nelle serie minori, parliamo di A, andiamo oltre
lo schifo.

Io seguivo un ricordo d'infanzia, un ricordo che per un breve lasso
temporale mi aveva dato l'ìmpressione che anche in Sicilia si potesse
fare qualcosa di bello, costruttivo. Non l'ho abbandonato quando è
crollato nella polvere, ma adesso non c'è più.

Tutto quello che potra venire ( se verrà) non mi appartiene, fa parte di
un mondo che non condivido, ma che sopportavo perchè c'era quella cxxxo
di matricola c'era un qualcosa per cui una persona lontanissima da mio
modo d'essere e di pensare c'ha perso la vita

Non penso siano in tanti a pensarla come me e rispetto e ammiro chi
riuscirà ad appassionarsi a dei colori che non saranno mai più miei.

"U Mastru"
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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #10 il: 15 Aprile 2022, 09:19:03 am »
Consiglio a Umastru di farsi un nuovo profilo, magari "umastru2".

Poi ribadisco che se riesce a convincere i tifosi di Napoli e Torino che le loro squadre attuali non hanno nulla a che fare con Maradona e Superga o Pulici, gli faccio una statua ;-)

Offline Templare

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #11 il: 19 Aprile 2022, 01:33:46 am »
Appena nominato "corriere letterario" da Sua Eccellenza U Mastru, mi trasformo nel dio Hermes e recapito questa breve epistola indirizzata a Bua.

Caro Bua, io non vogliono convincere nessuno, ma penso che il calcio al tempo dei Pulici e dei Graziani non fosse pulito già di suo, ma che di sicuro non aveva raggiunto i livelli di ipocrisia attuali. Legati al dio denaro.

Vedi, io quando penso al no detto da rombo di tuono a Boniperti mi si inumidiscono ancora gli occhi. Colpa mia, non riesco a diventare moderno in molte cose. non voglio e non devo convincere qualcuno, dico solo che per me il calcio finisce qui.

Per quanto riguarda il forum, per quanto io sia un anafalbeta informatico, ad cambiare nick name e anche mail ci arrivo. Il problema sono quegli s.t.r.o.n.z.i del forum che da più di quindici giorni alla mia richiesta di accedere con i nuovi nominativi mi rispondono

Si è verificato un errore!
L'account è ancora in attesa di approvazione da parte di un amministratore.


Questo mi scrivono da quindici giorni, e non trovo una mail a cui scrivere per dirgli con garbo che sono dei pagliacci.
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Offline bua

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #12 il: 19 Aprile 2022, 09:38:03 pm »
Appena nominato "corriere letterario" da Sua Eccellenza U Mastru, mi trasformo nel dio Hermes e recapito questa breve epistola indirizzata a Bua.

Caro Bua, io non vogliono convincere nessuno, ma penso che il calcio al tempo dei Pulici e dei Graziani non fosse pulito già di suo, ma che di sicuro non aveva raggiunto i livelli di ipocrisia attuali. Legati al dio denaro.

Vedi, io quando penso al no detto da rombo di tuono a Boniperti mi si inumidiscono ancora gli occhi. Colpa mia, non riesco a diventare moderno in molte cose. non voglio e non devo convincere qualcuno, dico solo che per me il calcio finisce qui.

Per quanto riguarda il forum, per quanto io sia un anafalbeta informatico, ad cambiare nick name e anche mail ci arrivo. Il problema sono quegli s.t.r.o.n.z.i del forum che da più di quindici giorni alla mia richiesta di accedere con i nuovi nominativi mi rispondono

Si è verificato un errore!
L'account è ancora in attesa di approvazione da parte di un amministratore.


Questo mi scrivono da quindici giorni, e non trovo una mail a cui scrivere per dirgli con garbo che sono dei pagliacci.

Sono certo che la Redazione risolverà a breve!-)

Offline Sergio

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Re:L'immortalità dell'anima
« Risposta #13 il: 29 Aprile 2022, 08:57:11 am »
Noto che in radio è tornato.... Il Pescatore. :-D
Non c'è più trimulina sugli scogli di Ognina  ::) ::)

Comunque le persone serie sono ben altro.
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