Autore Topic: Squallor  (Letto 3251 volte)

Offline Alod

  • Utente
  • *
  • Post: 35
  • Mi Piace Ricevuti +0/-0
Squallor
« il: 09 Aprile 2006, 09:21:50 pm »
Credo non sfugga a nessuno, tra coloro che conoscono davvero le cose del calcio viste da una prospettiva non di potere, che fanno presto, molto presto, la cultura del sospetto, il veleno sparso gratuitamente e senza motivo, gli attacchi privi di senso e di motivazioni, a diventare infamità.
Nonostante il mestiere che faccio, il calcio ed il Catania li guardo da sempre da quella prospettiva, piaccia o no a qualcuno o a tanti. Quanto perché e come il Catania appartenga visceralmente al mio Dna è questione strettamente personale, intima quasi, per cui escludo di parlarne a chi non interessa o a chi non vuole o non potrebbe capire o a chi ha cose più serie di cui occuparsi. Quanto poco influenzino le mie convinzioni personali le persone che a tutti i livelli (dirigenziali, tecnici, calciatori, stampa) si occupano del Catania è talmente marginale per me, che il rossazzurro mi scorre dentro inarrestabile anche se da tempo non me ne occupo più professionalmente, se non di tanto in tanto e giusto per la voglia e la gioia di esserci in questa avventura straordinaria.
Dunque, tanto per esser chiari, vorrei sapere se scivolato sul piano delle infamità questo tizio che si fa chiamare Cantarutti ha qualcosa di concreto e serio da dire sul mio conto, pubblico e privato, visto che mi chiama in causa direttamente e allarga il discorso sino ad investire la sfera di questioni che, comunque le guardi, non avrebbero nulla a che vedere con il Catania ed il calcio. Se è una questione personale non so... Boh. Che squallore, ultras da tastiera.
Alod

Offline marco-69

  • Utente
  • *****
  • Post: 2541
  • Mi Piace Ricevuti +0/-0
Stampa da... tastiera.
« Risposta #1 il: 10 Aprile 2006, 02:46:00 pm »
Caro Alod l'attacco alla tua persona e' ingiustificato ed ingiustificabile.
Ma Cantarutti ha aperto un fronte di discussione, sia pure con la delicatezza di un elefante in una cristalleria, molto interessante:

l'atteggiamento della stampa sportiva di Catania nei riguardi del Catania.

Io seguo il Catania dalla tenera eta' di 9 anni.
E leggo la, mio malgrado, la Sicilia.
Devo ricordarti che fino a 4 anni fa il Catania faticava a trovare spazio nelle pagine del quotidiano catanese, sepolto com'era dai vari Acireale, Giarre, Palermo, Messina....
Il primo segno di sole, di rispetto, di INTERESSE da parte di questo quotidiano lo abbiamo grazie a te.

Ma prima di te cos'era la Sicilia?
Cos'era Salastampa?
Cos'erano le trasmissioni sportive catanesi?

Te lo dico io: una babele. Si sentiva parlare di tutto, di tutti.
Per una precisa scelta editoriale si doveva fare la TV regionale, malgrado l'utenza fosse catanese.

Poi bisognerebbe vedere il comportamento della stampa negli anni che vanno dal 1993 al 1998. Alod io ricordo come fosse ora il pezzo del giornale il 31 Luglio 1993. Recitava

"Catania Patatrack".

Ma il  Patatrack venne addossato ad una sola persona: Angelo Massimino.
Nulla venne detto circa la gestione sciagurata che lo precedette.
Nulla venne detto circa l'ambiguo atteggiamento della Federazione, il pessimo operato degli amministratori locali dell'epoca che invece di difendere la squadra (Bassolino docet) la lasciarono morire.

Adesso qualcuno conciona sulla storica possibiliata di ritornare in A dopo 23 anni...la stessa persona che interruppe bruscamente un tuo collega in TV reo di commemorare la dipartita di Angelo Massimino...

Io credo che la stampa a Catania non sia stata amica del Catania, non sempre. Ai tifosi, non gli ultras, basta la maglia. A tanti, troppi giornalisti, la maglia non basta: vogliono il risultato. Modulano il loro commento in base ad esso. E per uno che ricorda ancora con emozione pag 215 del Televideo, era una pena vedere come neanche in casa propria ci fosse
rispetto, senso di appartenenza per la maglia rossazzurra.

Addiritttura scherno.

Ti rinnovo la mia solidarieta', ma credimi e' rivolta solo alla tua persona.