Autore Topic: Spalletti come Zeman? Ed altro ancora...  (Letto 1137 volte)

Offline Templare

  • Utente
  • *****
  • Post: 8840
  • Mi Piace Ricevuti +0/-0
Spalletti come Zeman? Ed altro ancora...
« il: 27 Agosto 2006, 08:37:01 am »
Supersuicidio ieri della Roma a San Siro. Da 0-3 a 4-3, da un primo tempo SUPERLATIVO, ad un resto di partita imbarazzante. Mi ha ricordato tantissimo il 3-3 dello scorso anno alla Favorita.

Questa Roma senza attaccanti non dà punti di riferimento e gioca un calcio bellissimo e micidiale, ma dura poco, non so se per limiti fisici o mentali. L'Inter? Ho l'impressione che Mancini lo scudetto lo possa vincere solo a tavolino...

Si prospetta comunque un campionato interessante, belle squadre in alto, bella lotta per la retrocessione con la Reggina oggi spacciata, quando il TAR agirà probabilmente di nuovo in corsa. A proposito di TAR, piccola digressione, potrebbero essere loro il vero pericolo per la democrazia. La legge 280/2003 parla chiaro e chiaro é l'intento del legislatore di separare giustizia ed autonomia sportiva da giustizia ordinaria. Il TAR invece fa giurisprudenza ed invece di applicare la legge estende il concetto di danno patrimoniale, autorizzando di fatto qualunque (?) squadra a schierare un giocatore squalificato, perdere a tavolino e poi ritrovarsi magicamente i tre punti decisivi per lo scudetto, la qualificazione UEFA o Champions o lo scudetto, per evitare così il danno economico.

Ma il TAR si é mai posto il problema delle altre squadre regolarmente iscritte al campionato? Se la Juventus o la Reggina hanno giocato sporco, non hanno influito sullo stato patrimoniale di quelle squadre penalizzate dal loro comportamento? C'é gente che é retrocessa, altra che non vinceva lo scudetto dai tempi di Noè, magari anche per questi trucchetti.

Ed invece il TAR va dritto per la sua strada, dichiara la sua competenza in merito e si appresta a fare giustizia aiutando i colpevoli e penalizzando gli onesti. Complimenti.



"Non nobis Domine, sed nomini Tuo da gloriam"
Esistono tre modi di approcciare l'antifascismo. Il primo è accettarne il disagio che emana e compatirlo. Il secondo è prenderlo inesorabilmente per il culo. Il terzo modo é quello cosiddetto "geometrico", perché prevede l'utilizzo della squadra.