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schatz72
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« il: 17 Febbraio 2010, 01:30:00 pm » |
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Salve a tutti i lettori, Sono il nipote di un'anziana nonna di 87 anni (Sciacca Rosa), affetta da più patologie riconosciute a livello sanitario e per le quali è stata giudicata invalida al 100%. Circa una decina di giorni fa, ha rischiato veramente di non farcela. Era un sabato pomeriggio e come mia consuetudine spesso telefono alla nonna per sapere come và quando per vari motivi non riesco ad raggiungerla. Nel dialogare con Lei, mi accorgevo che qualcosa non andava, a causa della sua voce flebile e tremula. Immediatamente mi approntavo per correre da Lei, trovandola in uno stato allarmante, quindi provvedevo ad allertare la Guardia medica del Comune di Tremestieri Etneo (CT) dove la nonna risiede. medico reperibile, prontamente mi raggiungeva a casa della nonna. Da subito, anche alla Dott.ssa accorsa, la situazione non gli appariva rosea. Quindi dopo avergli prestato le prime cure , si decideva di chiedere un ulteriore parere medico tramite l’utenza 118 che inviava sul posto un’autolettiga dal Comune di Pedara (CT), con il medico a bordo. Il medico del 118 giunto dopo pochi minuti, accertava anch’esso le condizioni di salute dell’anziana nonna definendole gravi, (Anche sé nel referto dell’avvenuto intervento stilato si suo pugno “di cui ne dispongo copia in originale”, ha refertato che i bronchi della nonna erano liberi). Mentre realmente era in corso una bruttissima ed avanzata broncopolmonite. Cosa confermata anche da un terzo medico (sempre della precitata guardia medica) intervenuto durante la notte poiché le condizioni di mia nonna si aggravavano. Il lunedì, sotto consiglio del medico curante (a cui noi della famiglia le siamo veramente grati per l’amore e la dedizione che la stessa dimostra nel visitare e dialogare con i propri assistiti), ci consigliava di sottoporre la nonna ad una radiografia toracica urgente, oltre a continuare quanto precedentemente consigliatoci dai medici precedentemente intervenuti. Il tempo materiale di organizzare il trasporto dell’anziana a mezzo autoambulanza con i volontari della Misericordia di Gravina di Catania ( a cui da parte nostra và un grosso e meritato elogio per l’assistenza prestata), Trasportavamo la nonna presso un laboratorio di analisi cliniche privato sito nel Comune di Sant’Agata li Battiati (CT). Dove nonostante mia nonna fosse esente dal pagamento del ticket (per esenzione data dalla Legge 104), ci veniva richiesto dal personale addetto ad effettuare i raggi ugualmente il pagamento della prestazione senza alcuna forma di convenzione, poiché altrimenti invece di consegnarci l’esito dell’RX toracico dopo poche ore, l’avrebbe messo a nostra disposizione dopo tre o quattro giorni. Tramite la radiografia effettuata, il medico di famiglia si accertava che vi era la presenza di una grossa massa nei polmoni identificabile solo attraverso una Tac, ragione per cui, dopo aver fatto una ricerca dei Centri qualificati e convenzionati in grado di fare il punto della situazione e dare la massima assistenza alla nonna, trovavamo ricovero dopo un paio di giorni, presso la Clinica GECAS, di Gravina di Catania. L’anziana veniva ricoverata al secondo piano, nel reparto di medicina generale del Prof. Calcara, e precisamente nella stanza n°203. Da subito ci siamo resi conto che era il posto giusto per la pulizia della struttura e specialmente per la cura e professionalità con cui tutto il personale medico e paramedico, giorno dopo giorno ha accolto e curato mia nonna, fornendogli con professionalità il massimo dell’assistenza, ma soprattutto fornendogli coraggio, affetto e calore umano ( ormai in via d’estinzione nella sanità nazionale). Da prima, anche le notizie della salute della nonna non erano per niente rassicuranti, anzi c’era pericolo che la stessa non superasse la notte. Successivamente, ristabiliti i parametri giorno dopo giorno ed effettuata la Tac ( che ha scongiurato l’ipotesi di un eventuale presenza di carcinoma), dopo circa due settimane, grazie a tutto il personale sanitario che l’ha assistita ( ad eccezione del medico del 118), è migliorato notevolmente fino al rinvio della nonna presso la propria abitazione. Motivo per cui la stessa non smette di definire tutti i medici e paramedici coinvolti “I MIEI ANGELI CUSTODI”. Ho scritto queste poche righe forse anche in modo sconnesso, affinché gli abitanti della provincia di Catania siano a conoscenza che per avere cure adeguate avvolte non occorre percorrere grandi distanze perché finalmente ( e l’esempio lo ha dato la clinica Gecas ), nella nostra terra ci sono delle piccole perle di cui ne dovremmo essere gelosi sostenitori.
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