neosiculo
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« Risposta #19 il: 03 Marzo 2010, 08:10:26 pm » |
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Ho letto l'intervento di Tony Zermo di cui si faceva riferimento sopra. Ci sono rimasto deluso.
Bene, ciò che il signor Zermo si attende del ponte, l'avevamo capito da tempo, non c'era tanto bisogno di ripeterlo. Però siccome ha ripetuto le sue solite illusioni su tutto il bene che dovrebbe portare il ponte, ancora una volta esprimo i miei dubbi.
Dubbio n° 1. La Calabria. Parliamone, e forse anche della Campania. Due regioni che fanno parte del Continente. E che hanno comunque qualche problemino se non erro - infrastrutturali, sociali, legali. Quindi, se in quelle regioni, che non sono attaccati al resto dell'Italia non per mezzo di un ponte ma proprio ne fanno parte fisicamente, mi spieghi come mai non sono evolute più di tanto. E poi mi spieghi come mai in Sicilia la costruzione del ponte dovrebbe riuscire a fare una gran differenza rispetto alla Calabria o alla Calabria.
Dubbio n° 2. Che il ponte resisterà ad un terremoto, non mi pare il problema. Le conoscenze e capacità ingegnieristiche per fare costruzioni resistenti a terremoti anche più forti della massima magnitudo da aspettarsi da queste parti (poco più di 7), ce l'abbiamo. Il problema, che ho menzionato in questo forum già varie volte, è che il ponte reggerà al prossimo grande terremoto, ma sarà una delle pochissime costruzioni che reggeranno, tutto qui. Non so quale possa essere l'interesse di fare un ponte e lasciare tutto il resto tale quale.
Dubbio n° 3. I ponti sì si fanno in tutto il mondo (tranne forse i paesi in via di sviluppo), giustissimo, ma sono espressione, non ragione, del progresso. Ciò vuol dire esattamente che prima ci vuole un certo sviluppo, perché non sarà tanto il ponte a portarlo. Lo sviluppo deve nascere all'interno, se no ci comportiamo esattamente da paese del terzo mondo che tutto il bene deve venire da qualche altra parte, perché non siamo capaci di sfruttare le nostre risorse, sia naturali che umane. E se il ponte si farà in queste condizioni, non impareremo mai di agire indipendentemente da qualche aiutino che venga dal nord.
Dubbio n° 3. Ho capito che i soldi che sono stati stanziati per il ponte sono (a) soldi largamente di privati (che ovviamente non hanno capito quali siano i VERI problemi della Sicilia e che del resto sembrano anche fregarsene alla grande) e si possono spendere solo per quello, basta. Bene, ciò che mi lascia perplesso è che nessuno dico NESSUNO ha mai dimostrato lo stesso interesse e fervore di fare un progetto e racimolare soldi per costruire... scuole antisismiche? ospedali antisismici? centri commerciali antisismici? abitazioni antisismiche? oppure per far fronte al problema della franosità del nostro terreno? Mai con una singola parola lei, signor Tony Zermo, ha dato risposta alla domanda come, quando, e con quali fondi ci si deve occupare di queste faccende qui, perché si meraviglierà, quando sarà costruito il ponte, non diventeranno miracolosamente antisismiche tutte queste strutture tutte da sole, non cadrà il manna dal cielo, e nemmeno l'edicuazione ad un pochettino più di senso civico tra una certa fascia di abitanti di questa bella terra. Mai con una singola parola è stato menzionato un gran progetto per far pulizia nel nostro patrimonio edilizio, per garantire una maggiore sicurezza per noi, i nostri figli, e tutto ciò a cui ci teniamo anche in termini materiali. Perché essendo le cose così come sono, rischiamo di affondare catastroficamente in maniera molto simile ad Haiti. Ha mai guardato come sono combinate una gran parte di tutte le costruzioni nei maggiori centri abitati nella Sicilia orientale, fra pezzi che cadono da un momento all'altro da balconi se non trattenuti da quelle ragnatele verdi che conosciamo tutti benissimo. Tutti i quartieri considerati più "bene" e "chic" sono combinati così. Con quali fondi si devono creare, migliorare e/o mantenere le infrastrutture più essenziali, tali una rete ferroviaria degna di questo nome, di autostrade e di strade? E non parliamo di sistemi (sistemi?) di sanità e di educazione, che sono pressoché assenti. Non ha sentito che siamo in tempi di crisi? Però il lusso del ponte (che in queste condizioni non sarebbe un lusso ma totalmente inutile) ce lo vogliamo concedere e se l'unica e l'ultima cosa. Boh, francamente, non riesco a capire.
E da lei, signor Zermo, che ha i mezzi per raggiungere un pubblico molto più grande di quelli che si esprimono in questo forum, mi aspetto che una volta per sempre cominci a dare non sempre le stesse vecchie risposte (che in verità non sono risposte ma affermazioni), ma delle risposte vere e convincenti di come cavolo si devono affrontare le urgenze di cui in questo intervento ho nominato solo alcune. Se riesce a dare qualche risposta, sarei anche d'accordo di mettermi assieme con lei a fare una bella campagna di propaganda pubblica per iniziare a sensibilizzare popolazione e amministratori che il lavoro non si ferma con il ponte ma che da ADESSO si deve cominciare a pensare, parlare, progettare e lavorare per creare case sicure per la gente siciliana, giusto per cominciare. Se ci si potesse muovere in questo senso, allora sarei anche disposto a considerare il ponte come un'opzione, e inoltre considererei lei, signor Zermo, un grand'uomo.
Se no, il problema per i siciliani non saranno tanto le mie considerazioni, ma sarà che un giorno succederà un disastro di proporzioni apocalittiche, e la colpa di una cifra spaventosa di vittime e di danni inimmaginabili, sarà anche sua signor Zermo, perché il problema l'ha volutamente ignorato pensando e sponsorizzando solo ed esclusivamente al ponte (e, per non dimenticare, qualche casinò).
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