Forum lasiciliaweb
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Autore Topic: E mi parlano di ponte.  (Letto 1602 volte)
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santopesaro
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« Risposta #15 il: 21 Febbraio 2010, 02:14:25 pm »

Neosiculo apprezzo il tuo post.

Io non sono tipo da lamentarsi o vedere in casa d'altri per consolarsi.

Io ragiono in maniera piu' ampia e che coinvolge lo svipullo della mia terra.

Ti spiego.

Un po' di anni fa(credo 6 o 7)l'Universita' di Catania in collaborazione con il dipertimento di fisica( se non erro)sviluppo' rendendola ufficiale una cura per gli occhi.

In cambio chiese solo i fondi per sviluppare un reparto per la cura a Catania.

L'allora ministro della salute(cvredo Sirchia)rispose bravi ma dateci la cura che la struttura la facciamo a Padova.

Non so se hai afferrato.

Io lavoro ed ho speso soldi,tu fai la struttura altrove ,i terroni vanno al nord,spendono soldi per mantenersi li'(mangiare alloggio),la sanita' Siciliana paga a quella del Veneto.

Uguale io do soldi a te tu non dai niente a me.
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neosiculo
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« Risposta #16 il: 27 Febbraio 2010, 08:38:59 pm »

A proposito di ponte ma non solo. A proposito della Sicilia e delle cose sulle quali si dovrebbe riflettere, ma soprattutto, reagire il più presto possibile.

Abbiamo avuto notizie di un altro terremoto disastroso, in Cile, di magnitudo 8.8, la mattina del 27 Febbraio 2010. Per ricordare, il terremoto che l'11 Gennaio 2010 aveva ucciso almeno 230 mila persona in Haiti, aveva una magnituto di 7.0. Dunque, in termini di energia rilasciata il terremoto in Cile è stato quasi mille volte più forte di quello ad Haiti. In Cile ci saranno forse 200 morti, e questo soprattutto perché in quel paese si è preparati e da decenni si è fatto tanto per la prevenzione. Ciò fa vedere in maniera estremamente chiara che "non è il terremoto che uccide, sono le case mal costruite".

E con questo veniamo all'Italia, ed in particolar modo alla Sicilia. Ci ricordiamo ancora bene il terremoto dell'Abruzzo, dell'Aquila, che con una magnitudo di 6.3 ha ucciso 300 persone. Dunque più di quanti sono morti per un 8.8 in Cile. L'Aquila non è nemmeno nel sud, e quindi possiamo cominciare ad entrare nell'ottica che ci concerne. Per quanto riguarda il livello di prevenzione (in termini di costruzioni adeguate) siamo piuttosto nella stessa categoria con Haiti, solo che qui le cose le sappiamo da duemila anni ma non si fa ciò che è necessario.

Il tempo sta correndo ... guardiamo bene in che case abitiamo, in che edifici mandiamo i nostri figli a scuola ... e cominciamo a fare qualche domanda a chi abbiamo eletto per occuparsi delle nostre sorti.
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« Risposta #17 il: 01 Marzo 2010, 11:45:08 am »

Un nuovo intervento di Tony Zermo è disponibile su Zermoposta
« Ultima modifica: 01 Marzo 2010, 11:50:05 am da Admin » Loggato
umastru
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« Risposta #18 il: 01 Marzo 2010, 02:12:47 pm »

Letta la risposta del signor. Zermo, incollo qui sotto la mia risposta.

Egregio signor Zermo, lei continua a non rispondere.
Con quali soldi lo facciamo sto ponte se lo stato non riesce a rimuovere le macerie nel centro dell'Aquila dopo un anno.
Continua a parlare di un'infrastruttura carissima quando lo stato taglia i fondi per completare la Salerno Reggio Calabria. Dice di non credere che le infrastrutture nel meridione siano messe così male, ma prende mai l'autostrada Messina Catania?
Ha per caso figli che vanno a scuola? Quale il suo metro di comparazione, il burghina Faso, La Somalia? Certo rispetto a loro siamo in paradiso, ma sà io sono ambizioso vorrei avere una qualità della vita vicina a gli standard europei.
Le ripeto che io sono favorevolissimo al ponte, ma come ciliegina sulla torta di un nuovo rinascimento italiano, non come ennesima cattedrale nel deserto utile solo per aumentare i guadagni della mafia.
Cordiali saluti.
"U Mastru"
Antonino Rapisarda.
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neosiculo
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« Risposta #19 il: 03 Marzo 2010, 08:10:26 pm »

Ho letto l'intervento di Tony Zermo di cui si faceva riferimento sopra. Ci sono rimasto deluso.

Bene, ciò che il signor Zermo si attende del ponte, l'avevamo capito da tempo, non c'era tanto bisogno di ripeterlo. Però siccome ha ripetuto le sue solite illusioni su tutto il bene che dovrebbe portare il ponte, ancora una volta esprimo i miei dubbi.

Dubbio n° 1. La Calabria. Parliamone, e forse anche della Campania. Due regioni che fanno parte del Continente. E che hanno comunque qualche problemino se non erro - infrastrutturali, sociali, legali. Quindi, se in quelle regioni, che non sono attaccati al resto dell'Italia non per mezzo di un ponte ma proprio ne fanno parte fisicamente, mi spieghi come mai non sono evolute più di tanto.
E poi mi spieghi come mai in Sicilia la costruzione del ponte dovrebbe riuscire a fare una gran differenza rispetto alla Calabria o alla Calabria.

Dubbio n° 2. Che il ponte resisterà ad un terremoto, non mi pare il problema. Le conoscenze e capacità ingegnieristiche per fare costruzioni resistenti a terremoti anche più forti della massima magnitudo da aspettarsi da queste parti (poco più di 7), ce l'abbiamo. Il problema, che ho menzionato in questo forum già varie volte, è che il ponte reggerà al prossimo grande terremoto, ma sarà una delle pochissime costruzioni che reggeranno, tutto qui. Non so quale possa essere l'interesse di fare un ponte e lasciare tutto il resto tale quale.

Dubbio n° 3. I ponti sì si fanno in tutto il mondo (tranne forse i paesi in via di sviluppo), giustissimo, ma sono espressione, non ragione, del progresso. Ciò vuol dire esattamente che prima ci vuole un certo sviluppo, perché non sarà tanto il ponte a portarlo. Lo sviluppo deve nascere all'interno, se no ci comportiamo esattamente da paese del terzo mondo che tutto il bene deve venire da qualche altra parte, perché non siamo capaci di sfruttare le nostre risorse, sia naturali che umane. E se il ponte si farà in queste condizioni, non impareremo mai di agire indipendentemente da qualche aiutino che venga dal nord.

Dubbio n° 3. Ho capito che i soldi che sono stati stanziati per il ponte sono (a) soldi largamente di privati (che ovviamente non hanno capito quali siano i VERI problemi della Sicilia e che del resto sembrano anche fregarsene alla grande) e si possono spendere solo per quello, basta. Bene, ciò che mi lascia perplesso è che nessuno dico NESSUNO ha mai dimostrato lo stesso interesse e fervore di fare un progetto e racimolare soldi per costruire... scuole antisismiche? ospedali antisismici? centri commerciali antisismici? abitazioni antisismiche? oppure per far fronte al problema della franosità del nostro terreno?
Mai con una singola parola lei, signor Tony Zermo, ha dato risposta alla domanda come, quando, e con quali fondi ci si deve occupare di queste faccende qui, perché si meraviglierà, quando sarà costruito il ponte, non diventeranno miracolosamente antisismiche tutte queste strutture tutte da sole, non cadrà il manna dal cielo, e nemmeno l'edicuazione ad un pochettino più di senso civico tra una certa fascia di abitanti di questa bella terra. Mai con una singola parola è stato menzionato un gran progetto per far pulizia nel nostro patrimonio edilizio, per garantire una maggiore sicurezza per noi, i nostri figli, e tutto ciò a cui ci teniamo anche in termini materiali. Perché essendo le cose così come sono, rischiamo di affondare catastroficamente in maniera molto simile ad Haiti. Ha mai guardato come sono combinate una gran parte di tutte le costruzioni nei maggiori centri abitati nella Sicilia orientale, fra pezzi che cadono da un momento all'altro da balconi se non trattenuti da quelle ragnatele verdi che conosciamo tutti benissimo. Tutti i quartieri considerati più "bene" e "chic" sono combinati così.
Con quali fondi si devono creare, migliorare e/o mantenere le infrastrutture più essenziali, tali una rete ferroviaria degna di questo nome, di autostrade e di strade? E non parliamo di sistemi (sistemi?) di sanità e di educazione, che sono pressoché assenti. Non ha sentito che siamo in tempi di crisi? Però il lusso del ponte (che in queste condizioni non sarebbe un lusso ma totalmente inutile) ce lo vogliamo concedere e se l'unica e l'ultima cosa. Boh, francamente, non riesco a capire.

E da lei, signor Zermo, che ha i mezzi per raggiungere un pubblico molto più grande di quelli che si esprimono in questo forum, mi aspetto che una volta per sempre cominci a dare non sempre le stesse vecchie risposte (che in verità non sono risposte ma affermazioni), ma delle risposte vere e convincenti di come cavolo si devono affrontare le urgenze di cui in questo intervento ho nominato solo alcune. Se riesce a dare qualche risposta, sarei anche d'accordo di mettermi assieme con lei a fare una bella campagna di propaganda pubblica per iniziare a sensibilizzare popolazione e amministratori che il lavoro non si ferma con il ponte ma che da ADESSO si deve cominciare a pensare, parlare, progettare e lavorare per creare case sicure per la gente siciliana, giusto per cominciare. Se ci si potesse muovere in questo senso, allora sarei anche disposto a considerare il ponte come un'opzione, e inoltre considererei lei, signor Zermo, un grand'uomo.

Se no, il problema per i siciliani non saranno tanto le mie considerazioni, ma sarà che un giorno succederà un disastro di proporzioni apocalittiche, e la colpa di una cifra spaventosa di vittime e di danni inimmaginabili, sarà anche sua signor Zermo, perché il problema l'ha volutamente ignorato pensando e sponsorizzando solo ed esclusivamente al ponte (e, per non dimenticare, qualche casinò).
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umastru
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« Risposta #20 il: 03 Marzo 2010, 10:11:49 pm »

No Santo, anzi la metropolitana è utilissima (come in tutte le altre città) anche se com'era per tanti anni serviva a pochissimi catanesi, meglio per me ero uno di questi pochi che dovevo spesso girare fra il Borgo e la stazione ferroviaria. Non ho mai visto, in Sicilia, un mezzo così puntuale, pulito e poco affollato come la metro. Certo per chi viveva in Viale Mario Rapisarda e doveva andare in Piazza Duomo il discorso doveva rimanere un po' più teorico, e posso capire che qualcuno la metro la poteva trovare inutile. Ora che effettivamente sembra che ci si stia lavorando di nuovo, le speranze ci sono che raggiungerà una fetta più importante dei catanesi.

Se tutte le infrastrutture si facessero in questa maniera, meglio ancora se nei tempi utilizzati per la nuova CT-SR, si farebbe davvero un po' di progresso, e poi se ne potrebbe anche parlare di ponte, ma sarebbe stato utile cominciare dalla base.

Le opere urgentemente necessarie? Strade degne di questo nome, e lavori che non si svolgono nella tipica maniera da "ammugghiata", quando piove e si riaprono tante buche, di mettere una sorta di gomma da masticare come si suol fare, ma di mettere uno strato spesso di asfalto come si deve, forse meglio ancora levando prima quello precedente fino al punto che i tombini non facciano crateri dopo la messa del nuovo asfalto.
Una ferrovia che possa essere utile anche dopo la costruzione del ponte se esso si vuol fare, tipo due binari almeno sulle tratte più importanti (e sono ben consapevole dello sforzo ingenieristico e puramente fisico necessario per mettere il secondo binario in quella tratta fra Giardini e Messina, che è proprio il fattore che mi fa venire i dubbi). E poi non sto nemmeno parlando di CT-PA ...
Qualche piccolo piccolo intervento, magari su una o due scuole, o forse anche qualche ospedale, per far sì che non crollino già da sè senza nemmeno una scossa sismica, ma che forse non crollino nemmeno durante un terremoto (ciò si può fare effettivamente, la tecnica e la conoscenza esistono, e lo stesso terremoto di magnitudo 7, che ad Haiti in Gennaio 2010 ha fatto 230 mila vittime e ne farebbe altrettante in Sicilia, in California o Giappone avrebbe qualche decina di morti)
Un gran programma di educazione, al rispetto di ciò che non è solo di proprietà MIA, ma di tutti, tipo l'ambiente, i bordi delle strade, i boschi, cioè tutto che si trova oltre il mio cancello di casa e fuori dalla mia macchina. Al rispetto degli altri perché spesso ho l'impressione - soprattutto nel traffico stradale - che molta gente non si rende conto che ci sono anche gli altri, e tanti altri. Al minimo rispetto delle più essenziali leggi di civiltà.

Hai ragione Santo. Sono d'accordo, il fatto che in Sicilia molte cose non vanno come dovrebbero non deve essere una scusa per nascondere che qualcosa di male succede altrove. Altrettanto, il fatto che non tutto è oro altrove non ci deve servire come scusa per i problemi nella nostra terra, e siccome di ciò che succede a Torino non abbiamo nessuna competenza, di ciò che succede qui da noi invece ce l'abbiamo. Quindi, smettiamola di guardare sempre altrove sia per invidia (tipo ponte, "ma i giapponesi ce l'hanno e pure i francesi", invece guardate a punto sono culturalmente ed economicamente) sia per vanitosità ("ma anche a Parigi c'è la corruzione" - ma a Parigi ci sono anche parchi pubblici con bambinopoli come si deve - e non solo uno pro 300 mila abitanti ma dozzine). Alziamo le maniche e cominciamo a fare, anziché lamentarci e aspettare che il manna cada da sù (nel senso di "nord"), e smettiamola di volerci accontentare dei regalini che ci vogliono fare dal nord - proprio quelli delle problematiche del sud non hanno capito niente, regalini che potrebbero essere utili se si facessero in un contesto già funzionante.

Giusto per la cronaca, non sto seduto qui davanti al computer tutto il giorno per lamentarmi di ciò che non va. Per esempio, ogni volta che esco di casa e trovo tutti i volantini che i vicini di casa zzauddi lasciano cadere sulla terra davanti al cancello perché è troppo stressante di portarseli appresso per andare (in macchina) fino al prossimo cassonnetto di raccolta di carta, questi volantini li raccolgo e al cassonnetto ce li porto io, più l'occasionale pacchetto di sigarette ed altri pezzettini di carta caduti per terra. Qualche volta all'anno quando proprio non ce la faccio più a vedere la strada dove abito (che del resto è una piccola viuzza quasi di campagna) per tutta la munnizza, mi ci metto a darci una bella puliziata - e ovviamente i vicini mi guardano storto. Sono piccole cose ma se cominciassimo in tanti a dare questi piccoli segni, la Sicilia cambierebbe in maniera molto più massiccia che con la costruzione del ponte. Questo, lo vedremo un giorno da queste parti?
clap clap clap clap
Condivido anche la punteggiatura.
Da due giorni a Caronio sta venendo giù una frana con un fronte di un Kilometro, a Caltanissetta e provincia sono di nuovo senza acqua, e Zermo dice che tutto va bene.
Ma se non riusciamo neanche ad avere la  segnaletica, se addirittura lo stadio, dico lo stadio di una squadra di serie A non ha segnalazioni ne sulla tangenziale ne in circonvolazione, ne nelle vicinanze, stiamo parlando di semplicissimi stupidi cartelli, non c'è una targa sui monumenti, e vogliamo portare i turisti?
Mi cadono le braccia.
"U Mastru"
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