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Autore Topic: I catanesi amano Catania?  (Letto 39574 volte)
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Redazione
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« il: 22 Ottobre 2008, 12:08:20 pm »

Da Zermoposta: in un momento difficile per la città, la domanda torna di attualità, soprattutto se riferita ai giovani: troppi vivono alla giornata, altri vanno via in cerca di miglior fortuna. Ma meglio mangiare pane e olive della propria terra che lavorare fuori, dove si sarà sempre «emigrati»
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Folippo
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« Risposta #1 il: 22 Ottobre 2008, 02:14:26 pm »

La amerebbero di più se certi giornalisti non intervistassero Scapagnini con un mazzolino di margherite in mano e la confidenza dei vecchi amici ("Umberto...") mentre quello ci riduce in mutande.
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valentina
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« Risposta #2 il: 22 Ottobre 2008, 02:57:18 pm »

Il fatto e' che ad un certo punto l'amore deve essere anche ricambiato...preferisco senza dubbio emigrare in un posto dove i miei diritti non vengano calpestati, dove possa finalmente capire il significato del termine " vivibilita' ".
se poi questo significa anche non essere taglieggiata dai posteggiatori abusivi,non ringraziare in ginocchio per un lavoro in nero a 500 euro al mese, mezzi di trasporto pubblici in orario,parchi,piste ciclabili, amministartori municipali responsabili, presenti e onesti...beh... perche' mai dovrei restare a mangiare pane e olive?Ci vogliono anche le rose...
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meridionaleonesto
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« Risposta #3 il: 22 Ottobre 2008, 05:51:39 pm »

Da Zermoposta: in un momento difficile per la città, la domanda torna di attualità, soprattutto se riferita ai giovani: troppi vivono alla giornata, altri vanno via in cerca di miglior fortuna. Ma meglio mangiare pane e olive della propria terra che lavorare fuori, dove si sarà sempre «emigrati»

Meglio essere emigrati tra persone civili, che rimanere onesti in questa terra infestata da terroni. Con questo termine non indico tutti i meridionali, ma solo quelli ignoranti, incivili, che non vogliono lavorare, e vivono sulle spalle dei pochi onesti che si spaccano la schiena...La maggior parte degli esemplari di questa categoria "sociale" stà nei due estremi della società siciliana: i disoccupati cronici (che non sia mai emigrino al nord per faticare, meglio rimanere qui a fare i posteggiatori abbusivi, tanto finchè non ci scappa il morto nessuno li farà sloggiare), ed i politici al potere...Ah, dimenticavo, tra i terroni ci sono anche gli pseudo-giornalisti lecchini...
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FosterWallace
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« Risposta #4 il: 22 Ottobre 2008, 06:23:15 pm »

La amerebbero di più se certi giornalisti non intervistassero Scapagnini con un mazzolino di margherite in mano e la confidenza dei vecchi amici ("Umberto...") mentre quello ci riduce in mutande.

Queste sono bubbole.
Zermo al processo per l'assassinio di Giuseppe Fava, che la mafia ammazzò il 5 gennaio del 1984, spiegò con pazienza al Presidente della Corte d'Assise che era stato male informato, poiché a Catania la mafia non esiste. Fava era stato ammazzato, si certo, questo disgraziatamente non si poteva negare, ma da qui a dire che era stata la mafia… un marito geloso era stato, minchiaaa. Altro che mazzolino.
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« Risposta #5 il: 22 Ottobre 2008, 09:15:47 pm »

Intanto andrebbe preso atto che Tony Zermo è venuto qui a mettersi in disussione il che, ove significasse l'ammissione di "Errori" nel Passato, non autorizzerebbe ad infierire. La Kultura della Rete (iL Figlio di Pippo Fava - Orlando) si è visto, non ha portato da nessuna parte. Nella storia di una Città, di un Uomo, c'è anche un momento per riflettere. Il Dissesto è un punto di svolta: o si va giù, o chissà, si va su.
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FosterWallace
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« Risposta #6 il: 23 Ottobre 2008, 01:26:19 pm »

La amerebbero di più se certi giornalisti non intervistassero Scapagnini con un mazzolino di margherite in mano e la confidenza dei vecchi amici ("Umberto...") mentre quello ci riduce in mutande.

fossi ancora vivo la inserirei in un "Brevi interviste con uomini schifosi 2",
rispondendo a ricostruire direi che non vi è alcun accanimento ma solo una trascrizione di fatti,
è difficile non intravedere un collegamento tra un giornalismo lezioso al soldo del potere e la condizione in cui versa la città
« Ultima modifica: 23 Ottobre 2008, 01:45:30 pm da Redazione » Loggato
Sono IO
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« Risposta #7 il: 23 Ottobre 2008, 01:42:34 pm »

Amo Catania ma odio quel buon 80% di catanesi che con la loro inciviltà, con la becera subcultura, con l'ignoranza è con il più puro menefreghismo ha permesso che Catania si sia ridotta in questo stato.
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Guido
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« Risposta #8 il: 23 Ottobre 2008, 05:14:03 pm »

Gent.mo Dr. Zermo,

Innanzitutto i miei complimenti per questa nuova iniziativa di "Zermoposta", credo infatti che il dialogo, lo scambio di opinioni, anche diverse, sia sempre costruttivo.
Da anni leggo con piacere i suoi articoli e la stimo per cio´che scrive e come lo scrive.
Sono anch´io un "emigrato", un cosidetto "cervello" andato via anche se mi sento un normalissimo medico che dopo aver, con sacrifici, conseguito la laurea e la specializzazione, ha deciso, suo malgrado, di andar via, in cerca piu´che di fortuna, di un lavoro dignitoso.
Amavo e amo Catania per cio´che e´, con i suoi lati positivi e anche per i suoi nei e mai come ora sono profondamente avvilito e addolorato per come si e´ridotta, o meglio, per come e´stata ridotta Catania da 8 anni di cattiva amministrazione Scapagnini.
E´sotto gli occhi di tutti in che stato e´Catania ed e´chiaro chi sono i responsabili di questo scempio. Non occorre qui dibattere su cio´che e´evidente e  noto a tutti.
Volevo invece da alcuni mesi farle una domanda.
Lo scorso Giugno si svolgevano a Catania importantissime elezioni che avrebbero potuto far cambiare le cose se solo fosse stato eletto un uomo al di fuori della coalizione di centrodestra che ha rovinato Catania.
La stampa cittadina, e mi riferisco al quotidiano La Sicilia, non ha mai tuonato contro i responsabili dello scempio, di Scapagnini & co. per interderci, non ha mai mosso una critica alla coalizione che per 2 volte ha fatto vincere Scapagnini e che si stava apprestando a far trionfare Stancanelli.
Dopo le elezioni, a vittoria avvenuta da parte di Stancanelli, leggo con immenso piacere un suo articolo sulla estrema condizione di degrado in cui versava Catania e su come fosse stata disamministrata la citta´negli ultimi 8 anni. Ottimo articolo, non c´e´che dire. Ma mi son subito chiesto e le giro la domanda: come mai quel pezzo non l´ho fatto pubblicare prima delle elezioni e ha aspettato la vittoria del centrodestra per pubblicarlo?
Sarebbe stato di grande utilita´quell´articolo per far riflettere tantissimi cittadini, per gettare un po´di fango addosso a chi si e´permesso di rubare e di maltrattare una citta´splendida come Catania.
Non voleve influenzare l´elettorato? E perche´il giornalismo non serve anche a far vedere la realta´dei fatti nel modo piu´obiettivo possibile? Avrebbe fatto, Dr. Zermo, un grande dono alla sua citta´, mi creda e avrebbe guadagnato in stima e credibilita´, piu´di quanto ne ha gia´.
Nella speranza che il suo giornali vigili con obiettivita´sul futuro operato di chi amministra le nostre tasse, le invio i miei piu´cordiali saluti.
 
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gianmarco
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« Risposta #9 il: 23 Ottobre 2008, 09:15:42 pm »

Citazione
Il fatto e' che ad un certo punto l'amore deve essere anche ricambiato
...

E' vero, la sensazione è che la classe politica non si renda conto della situazione, e non faccia nulla per recuperare un rapporto con la città.
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rommart
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« Risposta #10 il: 23 Ottobre 2008, 11:14:27 pm »

la domanda dovrebbe essere
ma i catanesi hanno amato catania?
penso no!
l'oggi lo testimonia.

penso bisognerebbe commissariare la città
vendere tutto ciò che è di proprietà del comune
con il ricavato colmare i debiti , se possibile e rifare tutta la claase politica e amministrativa
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« Risposta #11 il: 23 Ottobre 2008, 11:58:42 pm »

Speriamo che Tony Zermo posti altro, da par Suo: il tema proposto sembra retorico.
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Filippo MI
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« Risposta #12 il: 24 Ottobre 2008, 09:38:33 am »

Io amo Catania e sarei stato disposto anche a mangiare pane ed olive pur di rimanere nella mia terra. Il problema è che se non tengo la schiena dritta il mangiare non riesce ad andare giu  rolleyes

Mi scusi per la domanda aggressiva e polemica Dottor Zermo, ma come ha fatto lei a deglutire in tutti questi anni?

Mi spiace non mostrare alcuna benevolenza nei suoi confronti, niente di personale per carità, ma questa sua riflessione mi pare, a pensar bene tardiva, a pensar male piena di tanta ipocrisia.

Il suo stile di giornalista, a mio modesto parere, è degno dei peggiori lacché che questa terra disgraziata ha sfornato negli anni. Non cito il caso Fava, troppo semplice e lontano nel tempo, mi limito invece a menzionare un episodio più recente: quella trasmissione televisiva, su Sicilia Channel, il giorno della condanna a primo grado dell'ex governatore della regione Sicilia. Lei ed i suoi colleghi, incoraggiavano con affetto il senatore Cuffaro ad andare avanti (cioé a non dimettersi), suggerendogli inoltre di non sbagliare più perché avrebbe avuto, da quel momento in poi, gli occhi addosso di tutti i media. Giornalismo d'assalto non c'é che dire ...

Leggere i suoi articoli, quelle poche volte che ne trovo il coraggio, mi suscita sempre un senso di rabbia e vari attacchi di ulcera ... quanto talento sprecato ...

Chiarisco, lei come giornalista aveva ed ha qualche responsabilità in più dei suoi concittadini "silenziosi". Lei avrebbe dovuto aiutarci a conoscere la verità, denunciare ed indagare, chiedere e pretendere risposte, piuttosto che fare da cassa di risonanza a quei politici che amano solo ciò che produce loro, qualche bieco interesse.

Attenzione, lo so che molti di noi, anche su questo forum, gli hanno citati come cause primarie del disastro che ha colpito la nostra amata Catania. Ma è bene ricordare che questi signori non vengono da Marte, ma sono stati scelti dai catanesi e temo ne rappresentino pienamente le presunte "qualità".

Leggevo su un libro che consiglio ad ogni manager (Hot Spots di Lynda Gratton) che solo le aziende in cui si crea uno spirito collaborativo, riescono ad eccellere in maniera duratura nel tempo. Mentre Aristotele parlava di due qualità necessarie: l'eccellenza morale e quella intellettuale.

Sperando di essere smentito presto, non posso escludere che lei eccelle nella seconda qualità aristotelica, ma mi permetta di esternare qualche dubbio sulla prima.

Cordialmente
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Filippo MI
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« Risposta #13 il: 24 Ottobre 2008, 11:41:24 am »

Da Zermoposta: in un momento difficile per la città, la domanda torna di attualità, soprattutto se riferita ai giovani: troppi vivono alla giornata, altri vanno via in cerca di miglior fortuna. Ma meglio mangiare pane e olive della propria terra che lavorare fuori, dove si sarà sempre «emigrati»

Aggiungo ... ma è una domanda od una risposta?

Io mi ritengo cittadino del mondo e non mi sono mai sentito trattato da "emigrante" o da cittadino di serie B. Se ti comporti con educazione e rispetti il prossimo ed il paese che ti ospita, l'esperienza mi insegna, non dovresti mai avere problemi da nessuna parte del globo ...

Dottor Zermo, posso permettermi di darle un consiglio? Se lei ha dei figli o nipoti suggerisca loro di passare un pò di tempo in giro per il mondo a studiare o lavorare. Mi creda aprirà loro la mente permettendo loro di vedere da diversi punti di vista la realtà che li circonda. Poi un giorno, quando (se) decideranno di tornare a Catania, sono certo saranno felici di condividere le esperienze di vita e professionali maturate.

Sono pronto a scommettere che, una volta tornati, dimostrerebbero un amore infinitamente più grande verso Catania, di quello apparentemente mostrato dai mangiatori di pane e cipolle o olive locali ...
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« Risposta #14 il: 24 Ottobre 2008, 02:22:45 pm »

E i catanesi in tutti questi anni dove sono stati?
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